Ad Atene ‘olive greche’ indigeste. Finisce 1-1

Ad Atene ‘olive greche’ indigeste. Finisce 1-1

ATENE – Partita a grande rischio l’avevano definita. Rischio per i tifosi, ma non per la Lazio. L’avversario Panathinaikos, ridimensionato da una crisi economica e tecnica senza fine, nonostante l’esperienza europea, avrebbe dovuto rappresentare nulla più di un avversario da battere ad ogni costo. Questione di tranquillità. Quella con cui…

ATENE – Partita a grande rischio l’avevano definita. Rischio per i tifosi, ma non per la Lazio. L’avversario Panathinaikos, ridimensionato da una crisi economica e tecnica senza fine, nonostante l’esperienza europea, avrebbe dovuto rappresentare nulla più di un avversario da battere ad ogni costo. Questione di tranquillità. Quella con cui affrontare le prossime gare, di cui una proprio qualche giorno prima del Derby. I biancocelesti di Petkovic effettuano un piccolo turnover. Non ci sono particolari cambi, se non la conferma di Floccari come attaccante di Coppa e Ciani di nuovo al centro della difesa.

La Lazio parte bene, sebbene gli automatismi non siano i soliti. Candreva impegna dalla distanza Karnezis, e Dias sfiora il bersaglio grosso colpendo di testa da pochi metri: palla sul palo. Il vantaggio su uno sciagurato retropassaggio di Seitaridis. Un gollonzo roba da ‘Mai dire Gol’. Il Panathinaikos risponde, ma finisce per avvicinarsi alla porta difesa da Bizzarri solo con Sissoko. Bravo il numero 3 della Lazio a respingere una conclusione che comunque sarebbe finita fuori. Finisce la prima frazione di gioco e fuori dallo stadio si scatena l’inferno

Lacrimogeni, cariche dei tifosi del Panathinaikos per sfondare i cordoni di difesa della polizia, oltre a razzi continui lanciati dagli spalti. Uno finisce nel settore ospiti con grande spavento per i sostenitori biancocelesti, rumorosi, e sempre pronti a difendere i gloriosi colori che portano indosso i loro beniamini. Zarate fa il suo ingresso in campo. Esce Mauri. La partita non cambia. La Lazio gestisce il match. Il Panathinaikos è una comparsa…almeno dentro al terreno di gioco. Qualche minuti d’interruzione a causa sempre dei lacrimogeni. Naso ed occhi bruciano. E non solo quelli dei calciatori.

Il trifoglio si sveglia stuzzicato da Hernanes al 70′. L’azione solitaria di Fornaroli è niente male, e il suo destro finisce di un metro fuori alla sinistra di Bizzarri. E’ l’antipasto all’occasione migliore dei greci. E’ il nuovo entrato Quincy a tentare col mancino una conclusione a giro che fa la barba al palo. Petkovic, in piedi, è inquieto. Il calo di tensione della sua Lazio si avverte e i ritmi sono troppo lenti. Zarate è un disastro, entra Onazi, ma è la squadra di casa ad andare vicina al pari. Bizzarri compie un miracolo in uscita catapultandosi sui piedi di Toché, appena entrato. Gli ateniesi non si arrendono. Sale in cattedra Mavrias che conquista due punizioni pericolose. Gonzalez finisce anche il diesel in riserva, entra Lorik Cana. L’albanese viene ammonito dopo qualche minuto. Consuetudini. Stessa sorte tocca a Cavanda, che procura una ghiotta occasione al Panathinaikos. Dal successivo angolo, su una mischia a pochi metri da Bizzarri, arriva la ‘zampata’ di Toché. 1-1, palla al centro. Cinque minuti di recupero, Lazio in balia dell’avversario. L’ultima conclusione è quella di Cana al volo. Alla fine è pareggio. Petkovic non sarà contento. I biancocelesti hanno staccato la spina nella ripresa, pensando di poter condurre in porto il match con il minimo sforzo. In Europa non funziona cosi.

Mirko Borghesi


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