Addio piccolo Christian..

Addio piccolo Christian..

Avevamo parlato con una sua amica fuori dall’Olimpico, poco prima di Lazio-Genoa. Poi i fiori, il ricordo della Nord con lo striscione. Per un attimo mettiamo da parte la tristezza per una vicenda drammatica, che ha spezzato una giovane vita. Christian, 13 enne aquilotto, se n’è andato vicino a Ponte…

Avevamo parlato con una sua amica fuori dall’Olimpico, poco prima di Lazio-Genoa. Poi i fiori, il ricordo della Nord con lo striscione. Per un attimo mettiamo da parte la tristezza per una vicenda drammatica, che ha spezzato una giovane vita. Christian, 13 enne aquilotto, se n’è andato vicino a Ponte Lungo, quartiere Appio Latino, li dove vivono i suoi genitori, chiusi in un dolore impossibile da immaginare. Un’eterea condizione di buio, dove è difficile ritrovare la strada. Punto. Voltiamo pagina. Proviamo a sorridere, perché tutti noi, colpiti da un grave lutto, chiudendo gli occhi mentre si apre il cassetto dei ricordi, dovremmo essere avvolti da una sensazione nostalgica. Christian portava con se una gioia di vivere che merita di essere ricordata a parte. Quel maledetto Lunedi 10 Settembre 2012 era andato insieme alla madre e al fratello Alessio in un noto negozio sportivo di San Giovanni. Voleva comprarsi gli scarpini nuovi ed un completo da calcio per imitare i suoi idoli: i calciatori della Lazio. A sua Zia, Sonia, aveva detto: “Finalmente dopo 8 anni di nuoto, realizzo il mio sogno, giocare a calcio”. Con la tecnica di Klose nel cuore, la corsa di Candreva, la tecnica di Hernanes, l’estro di Mauri. Flash nella mente di un futuro radioso. Flash che voleva provare ad agguantare. Una vita da vivere, perché a 13 anni hai visto poco del mondo, non ne hai assaporato gioie e dolori. Sei nel pieno di una spensieratezza che infonde un brivido per qualsiasi novità che vai ad affrontare. I suoi genitori, in questo percorso, non l’hanno mai lasciato solo. Lui, Christian, li ha ripagati con dolcezza, altruismo, ed un amore sconsiderato per la natura. Anche quel 10 Settembre maledetto, la mattina, prima di uscire, aveva aiutato il suo fratellino a coltivare una passione particolare, quella della bicicletta. Era riuscito a ripararla, per far partire Alessio, il fratellino piccolo, a suon di pedalate contro il vento. Quella brezza che ti fa sentire vivo. Da ricordare anche quelle giornate a pescare con il papà, con un forchettone a catturare polpi, o a caccia con nonno Veniero.

 

Tutta questa gioia di vivere va ricordata, poiché nella drammaticità dell’evento si è completamente bypassata l’immagine del ragazzo. Il vaso, il gatto, lo studio medico, l’ospedale, il sangue. Ma dopo la cronaca triste il buio. Ed allora, mentre Alessio corre in bicicletta imparando a pedalare, è bello pensare che dietro di lui, Christian, aquilotto in volo, sia li a proteggerlo. Il firmamento ha accolto una nuova stella.

 

Mirko Borghesi

 

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