Mauri: Il comunicato dei legali..

Mauri: Il comunicato dei legali..

AGGIORNAMENTO – Gli avvocati di Stefano Mauri hanno diramato una nota per difendere il proprio assistito dopo le notizie pubblicate oggi dai giornali. “In riferimento alla convocazione del proprio assistito come rassegnata dal gip di Cremona a seguito della rogatoria avanzata dalla Autorità Giudiziaria svizzera, si prende atto dell’ennesimo episodio…

AGGIORNAMENTO – Gli avvocati di Stefano Mauri hanno diramato una nota per difendere il proprio assistito dopo le notizie pubblicate oggi dai giornali. “In riferimento alla convocazione del proprio assistito come rassegnata dal gip di Cremona a seguito della rogatoria avanzata dalla Autorità Giudiziaria svizzera, si prende atto dell’ennesimo episodio di fuga di notizie dal Palazzo di Giustizia di Cremona. L’atto di notifica ricevuto da Stefano Mauri palesa come lo stesso debba essere sentito in qualità di testimone per conto dell’autorità giudiziaria elvetica. Contrariamente alla realtà dei fatti invece si legge oggi praticamente su tutte le testate giornalistiche che Stefano Mauri sarebbe indagato per il reato di riciclaggio, e che lo stesso dovrà essere “interogato” dal gip Salvini. Trattandosi di rogatoria, e quindi di procedimento a mezzo del quale una autorità straniera chiede di ascoltare un cittadino italiano, non si comprende per quale motivo l’adempimento non debba svolgersi secondo le regole ordinamentali, e quindi davanti al magistrato del tribunale di residenza del soggetto interessato. Resta quindi incomprensibile la designazione dell’unico Magistrato sul territorio nazionale che, non solo sta svolgendo il ruolo di gip (che peraltro questa difesa ritiene incompetente territorialmente) nell’indagine nella quale Stefano Mauri è attualmente indagato, ma che nel contesto della medesima indagine ha già emesso un’ordinanza di custodia cautelare. L’inevitabile e gravemente lesivo impatto mediatico che, per la seconda volta (e qui davvero del tutto gratuitamente) investe il calciatore – continuano i legali di Mauri – è di rimarchevole evidenza, per l’altrettanto inevitabile accostamento che le iniziative deputate al Tribunale di Cremona evocano nell’opinione pubblica (conto svizzero-riciclaggio-calcio scommesse). Quando – sempre inevitabilmente – tutto verrà ricondotto al nulla di nulla, Mauri resterà comunque segnato dalla qualifica di Mr x, porterà la croce di un’altra macchia – dolorosa perchè del tutto ingiustificata – che rischia di pesare sul procedimento sportivo che sopra ogni cosa sta a cuore al calciatore. L’audizione di un testimone e/o di una persona informata sui fatti, se tale testimone è Stefano Mauri, viene ad assumere così i contorni dell’interrogatorio ad un inquisito, e la circostanza è tanto più avvilente ove si consideri che la rogatoria è concepita per ‘garantire’ il cittadino dello Stato chiamato semplicemente a riferire su fatti. A chi ci chiede se tale ulteriore vicenda abbia minato la concentrazione o la tranquillità del giocatore, il comportamento in campo di Mauri in queste prime giornate di Campionato, costituisce la prova granitica della sua assoluta tranquillità, disposizione dettata dalla consapevolezza della propria totale estraneità a qualunque fatto gli venga contestato. L’unica preoccupazione del calciatore nella giornata di martedì, al momento della notifica del provvedimento per l’audizione di venerdì era l’incontro con il Tottenham previsto per giovedì sera a Londra”.


Un destino crudele. Si avvicina Lazio-Genoa, riecco gli spettri. Rivedrà il gip Salvini, Mauri. E’ stato convocato per un nuovo interrogatorio venerdì: il giorno dopo il match d’Europa League col Tottenham. E’ turbato, e non poco, Stefano. Non ne può più di questa storia. In un’estate aveva provato a ricostruire la sua vita. S’affaccia male, l’autunno. I legali ieri hanno discusso sino a notte fonda: oggi si deciderà su un’eventuale richiesta di rinvio. Perché la Lazio tornerà da Londra domani notte e Mauri avrebbe le occhiaie la mattina a Cremona. Dev’essere ascoltato sui nuovi atti relativi alla rogatoria svizzera. Con lui dopodomani anche l’ex portiere della Cremonese Paoloni, il giorno dopo (alle 12) toccherà all’ex Bellinzona Gritti. Si stringe il cerchio intorno al famoso mister x e al conto elvetico.

CONVOCATO VENERDI’ – Ricade nell’incubo. Le nubi si riaddensano sul capo di Mauri. E lui è shockato per la nuova convocazione a Cremona. Teme soprattutto che la notizia, in prossimità del deferimento (che in realtà potrebbe slittare ben oltre settembre), possa influenzare oltremodo la Giustizia Sportiva. Continua a sentirsi innocente, eppure non riesce proprio a venir fuori dal vortice. Adesso infatti il pm Di Martino insegue il tesoro del calcioscommesse. Mauri verrà interrogato sulle carte della maxi rogatoria internazionale, arrivata a Cremona dalla procura di Berna Mittelland.

MISTER X E CONTO SVIZZERO – C’è un torrente di soldi – 100mila euro – transitato per la Svizzera. Alla foce un conto corrente – non cifrato – intestato ai genitori di un giocatore italiano.  «In attività e di un certo prestigio, già coinvolto nell’inchiesta Last Bet» , l’eco rimbalzato per tutta l’Italia da Cremona. L’identità non è ancora stata svelata. Gli inquirenti puntano a certificare l’organizzazione “transnazionale” dedita alla “pulizia” dei capitali sporchi delle “combine all’italiana”. Ora torna nel mucchio pure il nome di Mauri, indagato e arrestato lo scorso 28 maggio. Ma, a quanto pare, i movimenti elvetici non coinciderebbero con le date delle scommesse imputate. Non corrisponderebbero i tempi dei versamenti. Chissà però quando Stefano potrà sorridere per sempre.

MALEDETTA LAZIO-GENOA – Voleva riemergere, Mauri. Rimane in apnea. Asfissiato già da mesi dalle 481 pagine d’ordinanza, boccheggia per l’ultima novità. Non sarà mica facile domani sera concentrarsi, respirare il campo senza avvalenarsi. Ironia del destino, un’altra botta a pochi giorni dalla quella “maledetta” sfida. Sembra uno scherzo di cattivo gusto, eppure domenica si giocherà proprio Lazio-Genoa. Stefano è accusato d’aver “taroccato” quel match del 2011. S’era difeso così nel primo e ultimo interrogatorio davanti al gip Salvini:  «Non mi sono accorto di nulla durante Lazio-Genoa, tant’è vero che a fine primo tempo ero incazzato perché dovevamo vincere a tutti i costi la partita per andare in Champions. E così alla fine andò. Vincemmo, secondo me meritatamente. Dopo aver letto tutte queste cose e lei mi dice che ci sono state tutte queste giocate, qualche dubbio però viene anche a me sinceramente» . Frastornato dalle domande, ha studiato per mesi e mesi la sua innocenza. Eppure sembra una battaglia infinita. E Mauri è sfinito.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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