Tanti auguri, grande Generale..

Tanti auguri, grande Generale..

ROMA – Vincemmo. Vincemmo scegliendo d’esser noi e di non esser loro. Vincemmo opponendoci a qualcosa che voleva esserci imposto e che rifiutammo nella maniera più categorica. Rifiutammo una fusione con gli altri. Tutto, grazie ad un uomo. Giorgio Vaccaro, colui che da molti è considerato l’uomo più importante nella…

ROMA – Vincemmo. Vincemmo scegliendo d’esser noi e di non esser loro. Vincemmo opponendoci a qualcosa che voleva esserci imposto e che rifiutammo nella maniera più categorica. Rifiutammo una fusione con gli altri. Tutto, grazie ad un uomo. Giorgio Vaccaro, colui che da molti è considerato l’uomo più importante nella ultracentenaria storia della S.S. Lazio, al pari di Bigiarelli e, perchè no, Giuliano Fiorini. Vaccaro Giorgio, il Generale. Nella primavera del 1927 disse no al Federale Foschi. Niente fusione con la Roma, niente fusione con nessuno. “Foschi, la Lazio è Ente Morale dal 1921 per Regio Decreto, con una sua storia, quindi non può scomparire. Se proprio vogliamo creare una nuova società, ben venga, ma il suo nome DEVE essere Lazio, i colori bianco e azzurro e il campo la Rondinella”. Non se ne fece nulla, per fortuna. Nel giorno in cui avrebbe compiuto gli anni, Vaccaro va ringraziato, una volta di più. Grazie, grazie Generale.

… UNA VITA PER LA LAZIO.. (Laziowiki)

“[…] … Vaccaro nel corso degli anni trenta seguiva la Lazio con passione e competenza e sempre con l’equilibrio e l’imparzialità che il suo ruolo gli imponeva. Accadde anche che dovette difenderne l’onore e la reputazione di un suo giocatore. Successe in una sera di marzo del 1930: Ezio Sclavi era stato convocato in Nazionale ma la stampa romana, non tenera con la Lazio, aveva scritto parole non certo amichevoli su questa scelta del C.T. della Nazionale. Sclavi era venuto a sapere per vie traverse che era stato Eugenio Danese l’autore di un articolo dissacratorio su di lui e una sera a Piazza Colonna, dove veniva appeso un cartellone con tutti i risultati delle gare del campionato, gli saltò al collo e lo schiaffeggiò. Danese, due giorni dopo, sfidò a duello Sclavi che, essendo fuori Roma, non sapeva nulla di tutto ciò. La lettera di sfida fu recapitata a Vaccaro che l’accettò. Appena Ezio Sclavi venne a conoscenza di quanto accaduto, dapprima tentennò: Danese, infatti, era un abile spadaccino, mentre lui non sapeva nulla di scherma e mai aveva preso una sciabola in mano. Vaccaro prima convinse Sclavi ad accettare la sfida che valeva sia per il suo onore che per quello della Lazio e poi non si perse d’animo, ed “allenò” personalmente il portiere dandogli i primi rudimenti di scherma assieme allo schermitore Rasse.

Il 30 marzo 1930 a Grottarossa, luogo prescelto per il duello, Vaccaro si presentò assieme a Sclavi. Danese, convinto di infilzare il malcapitato portiere al primo assalto, si era procurato una lussazione al polso giocando a tennis il giorno prima. Alla fine però Danese fallì l’assalto e fu toccato dal calciatore che gli procurò una piccolissima ferita da cui sgorgò una goccia di sangue. Tanto bastò per chiudere il discorso, con Ezio Sclavi vincitore che seppe pochi giorni dopo che non era stato Danese a scrivere quell’articolo, bensì un altro giornalista: Ennio Mantella. Vaccaro aveva vinto di nuovo, per lui l’onore del giocatore e della Lazio veniva prima di ogni altra cosa e mai avrebbe rifiutato il duello perchè sarebbe stato sintomo di codardia, vocabolo ignoto al suo modo di essere: soldato e sportivo leale.

Un altro fatto eclatante, di cui Vaccaro fu protagonista, accadde il 24 maggio 1931 nel derby che Lazio e Roma stanno pareggiando per 2-2. A pochi minuti dalla fine la palla finisce a lato proprio davanti a Vaccaro che segue la gara da fondo campo. Il romanista De Micheli cerca di prendere il pallone per la rimessa laterale ma Vaccaro dà un calcio al pallone allontanandolo. A questo punto il giocatore della Roma si avventa verso il Console schiaffeggiandolo. Vaccaro reagisce con un violento ceffone scatenando una rissa che l’arbitro Garna derime a fatica fischiando la fine della gara immediatamente. Ma quando sembra che gli animi si siano calmati, ecco che scoppia una battaglia in campo e sugli spalti fra tifosi, giocatori e dirigenti delle due squadre. Devono intervenire i carabinieri a cavallo e solo dopo alcune cariche la situazione viene a fatica ristabilita. Il giudice sportivo punirà pesantemente le due squadre.

Nel dopoguerra la vita di Vaccaro si svolge sempre all’interno della Polisportiva Lazio fino ad essere eletto Presidente della Sezione Calcio il 29 ottobre 1964. Ma la crisi economica della società, culminata con l’ammutinamento nel ritiro di Pievepelago nell’estate del 1965, quando non si trova un accordo per il rinnovo dei contratti, lo porta alle dimissioni presentate ed accettate dal consiglio, il 4 agosto dello stesso anno. Nel 1974 ha la fortuna di vedere la sua Lazio vincere il campionato e salire sull’Olimpo del calcio dopo che nel 1937 aveva sfiorato lo Scudetto. Il Generale muore a Roma il 25 settembre 1983 dopo una vita spesa per lo sport e per la Lazio.”

Roberto Maccarone – Cittaceleste.it / Laziowiki.org

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy