AVVERSARI – ”Clamoroso al Cibali”, ma in trasferta…

AVVERSARI – ”Clamoroso al Cibali”, ma in trasferta…

ROMA – “Clamoroso al Cibali”. E’ con questa frase che Sandro Ciotti prende la linea da Catania, in occasione di “Tutto il calcio minuto per minuto”, per segnalare il clamoroso successo della squadra etnea contro la beneamata Inter nel 1961, con il punteggio di 2 a 0. Da allora ne…

ROMA – “Clamoroso al Cibali”. E’ con questa frase che Sandro Ciotti prende la linea da Catania, in occasione di “Tutto il calcio minuto per minuto”, per segnalare il clamoroso successo della squadra etnea contro la beneamata Inter nel 1961, con il punteggio di 2 a 0. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e gli scenari non sembrano davvero essere cambiati. La squadra allestita dal buon vecchio Pulvirenti, coadiuvato dal direttore generale Sergio Gasparin  é una bella colonia di argentini e purosangue che sembra aver fondato una piccola comunità nella bella e ridente cittadina isolana. Sarà forse il clima gioviale, il mare, che non fa sentire troppa nostalgia della Terra del Fuoco. Fuoco che gli elefantini applicano al proprio calcio, soprattutto tra le mura amiche, dove la squadra di Maran, ha raccolto moltissimi punti. Discorso completamente diverso per il rendimento esterno della formazione che sembra trasformarsi, quasi come dottor Jekyll e mr Hyde, mostrando il lato peggiore di se stessa. Sono molti gli interpreti che hanno alle proprie spalle una discreta esperienza nel nostro campionato, basti pensare al bomber Bergessio, oppure alla classe del piccolo Pirlo di Catania, Francesco Lodi, capace di disegnare, su punizione, delle traiettorie davvero pericolose ed imprendibili per i portieri avversari. Oppure come dimenticare le geometrie di Almiron che, quando sente aria del Sud, sembra trovarsi a proprio agio, come testimoniano le sue esperienze a Bari ed ora a Catania.



Come scordare i dribbling ubriacanti del ‘Papu’ Gomez e i centimetri del granitico Spolli, travestito da Silvestre, tentato dall’esperienza nerazzurra che gli sta portando più dolori che gioie, che senta nostalgia del profumo di mandorli siciliani? Ed infine l’esperienza e la solidità difensiva donata al reparto da Legrottaglie, centrale di scorta a Milano e Torino, punto di riferimento in terra di Sicilia. La stessa Lazio è stata messa letteralmente alle corde dalla vivacità della squadra etnea, uscendo dal Massimino, in campionato, con un pesante 4 a 0, il peggior passivo della meravigliosa stagione targata Vladimir Petkovic. La Coppa Italia è la vetrina giusta per vendicare l’onta subita in quel di Catania e proseguire il cammino diritti verso le semifinali di questa competizione che sembra essere snobbata, soprattutto da chi, non arriva fino in fondo. Della serie, quando il lupo non arriva all’uva dice che è acerba. Ma lasciamo stare da parte il lupi, ora Olympia ha voglia di salire in groppa all’elefante e volare sempre più in alto, regalando ancora emozioni forti ai propri beniamini. Siamo a metà dell’opera, dopo il successo con il Cagliari, e il sommo Petkovic si trova sulla sua strada questo avversario ostico e temibile, che cercherà in tutti i modi di sbarrare il cammino della sua Lazio, verso le porte del Paradiso.

 

Federico Terenzi

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