AVVERSARI – Un delfino a rischio annegamento

AVVERSARI – Un delfino a rischio annegamento

ROMA – Penultimo posto in classifica in coabitazione con il Siena a 21 punti, una situazione disperata per un Pescara che si presenta all’Olimpico in cerca di punti che possano farla rimanere aggrappata alla serie A. La Lazio dovrà stare molto attenta. La squadra di Petkovic si dimostra grande con…

ROMA – Penultimo posto in classifica in coabitazione con il Siena a 21 punti, una situazione disperata per un Pescara che si presenta all’Olimpico in cerca di punti che possano farla rimanere aggrappata alla serie A. La Lazio dovrà stare molto attenta. La squadra di Petkovic si dimostra grande con le grandi, ma piccola con le piccole dove ha dilapidato un bel tesoretto che si era riuscita a conquistare fino ad oggi, facendosi risucchiare dal Milan al terzo posto in classifica. Il Pescara si presenta all’Olimpico privo di molti elementi di spicco della formazione. Mancheranno, infatti, gli squalificati Blasi e Weiss, sicuramente l’elemento più di spicco della società abruzzese, uno slovacco dal piede  buono e dal discreto vizietto del gol. A fargli compagnia, tra i cattivi, troviamo Manuel Blasi, eterno incompiuto tra le grandi che ha cercato fortuna in realtà minori, ma che gli garantivano maggior continuità di presenze in mezzo al campo. Altro elemento di qualità è Gaetano D’Agostino, l’arciere pronto a scoccare la sua freccia nella porta di Marchetti, molto bravo sui calci piazzati e dotato di buona tecnica. L’infortunio che più sta condizionando il rendimento dei delfini è quello del gioiellino Quintero, richiesto da mezza serie A. Dotato di tecnica sopraffina, il colombiano, ha realizzato dei gol di pregevole fattura.

Come dimenticare la punizione incastonata alle spalle di Agliardi a Bologna. Della partita saranno anche due ex laziali, Zauri e Sculli che ha risposto alle sirene di Sebastiani per ritrovare la strada perduta. Il Pescara che vediamo oggi è stato privato di numerosi elementi che tanto hanno incantato nella serie cadetta agli ordini dell’amante del bel gioco Zdenek Zeman. Il boemo è sempre di casa per Sebastiani, messaggio non accolto molto bene dall’attuale tecnico del Pescara Cristiano Bergodi, altro laziale doc della sfida, nativo di Bracciano ed, ironia della sorte, allenato anche da Zeman ai tempi della Lazio. In avanti da tenere d’occhio è bomber  Abbruscato insieme al centrocampista Bjarnasson molto abile ad inserirsi di testa soprattutto dai palloni provenienti da calci piazzati. Il caro vecchio Sebastiani, da buon pastaio qual è , ha pensato bene di vendere un po’ quello che era il faro del gioco, radar Verratti, che, ha spostato la sua mira da Pescara a Parigi, gridando, alla stregua dei tifosi pescaresi, un bell’Adieu. Un  gruzzoletto di soldi per un ragazzo molto giovane da prendere e portare in cascina, per allestire una buona squadra per la serie A. Ma, visti i risultati fino ad ora ottenuti, non sembra che il  forziere pieno di dobloni arabi sia stato utilizzato nella maniera opportuna. Certo è che, con un Verratti in più, questo delfino sarebbe ritornato a nuotare verso la libertà, evitando forse di annegare di nuovo, verso gli abissi della serie cadetta.

F.T.

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