ZOOM – Basta Fifa: ora libera Felipe Anderson!

ZOOM – Basta Fifa: ora libera Felipe Anderson!

di ALBERTO ABBATE ROMA – La “tratta degli schiavi” del ventunesimo secolo. Rapiti sporchi e affamati dalla terra o da una favela, ancora minorenni, per trasformarli in divinità del pallone, ma soprattutto in galletti dalle uova d’oro. Fondi, banche, sceicchi e persino agenti (in particolare colonizzatori inglesi e olandesi) ormai…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – La “tratta degli schiavi” del ventunesimo secolo. Rapiti sporchi e affamati dalla terra o da una favela, ancora minorenni, per trasformarli in divinità del pallone, ma soprattutto in galletti dalle uova d’oro. Fondi, banche, sceicchi e persino agenti (in particolare colonizzatori inglesi e olandesi) ormai da anni hanno scovato il nuovo business in Sudamerica con piccoli Ronaldo o Hernanes. Fermate questa barbarie, altro che impulso alla crescita: Felipe Anderson o non Felipe Anderson, la Fifa la smetta di chiudere gli occhi su questa pratica “mafiosa”. In Europa, la Uefa – con tutti i suoi limiti – è assolutamente intransigente sulle cosiddette “comproprietà” internazionali. Il massimo organo del calcio mondiale invece, da un decennio ormai, finge d’aver dimenticato il proprio regolamento. Gli spulciamo noi l’articolo 18 bis sull’”influenza di terzi sulle società”: “Nessuna società può stipulare contratti che permettano a qualsiasi altra parte o a terzi di interferire con i rapporti di lavoro e di trasferimento, con le scelte politiche, o con l’attività della propria squadra”

TUTTO FATTO, MA… – Toh, mai norma fu di più stretta attualità. Ci catapulta, con un fuso orario di 5 ore avanti, nel paese che ospiterà i prossimi mondiali e sta nauseando Roma caput mundi con una trattativa biancoceleste dai contorni assurdi. E paradossali, perché sarebbe tutto così maledettamente semplice che Felipe dovrebbe già stare su una brandina a Formello. A godersi la nuova casa, dolce casa. E invece Anderson impreca, il Santos lo ha ceduto da mesi, i contratti sono già belli che firmati, c’è un volo prenotato per l’Italia… ma il ds Tare e il segretario Calveri sono costretti a discutere giorno e notte da oltre 72 ore con la Doyen Sports, che detiene il 50% del cartellino del brasiliano da quando nel 2007 lo strappò dalle strade di Brasilia. Per spirito misericordioso? 

LA PRATICA MAFIOSA – “Grazie a Dio, un gruppo d’imprenditori mi prelevò dal mio paesino povero e mi diede la mia chance di fare il grande salto”, sussurrò Anderson in una recente intervista. E’ questa purtroppo la mentalità che si è diffusa in Brasile. Bisogna pure dire grazie a questo sciacallaggio, consentito dall’omertà della Fifa. La Lazio aveva già vissuto una vicenda simile con Hernanes. Ma come il Profeta e Felipe (ora irritato all’inverosimile), migliaia di talenti verdeoro sono nelle grinfie di compagnie straniere: una “prostituzione calcistica” di cui i club – spesso in complicate situazioni economiche – sono complici pur di tirare avanti. Per fortuna, qualcosa potrebbe cambiare. Chissà che l’ultimo boom economico di Brasile, Uruguay e Argentina non spazzi via l’ultima faccia della colonizzazione europea. Sempre che la sveglia suoni, una volta per tutte, pure sul comodino di Blatter.

ULTIMO ROUND, C’E’ PURE L’ART 18 BIS – Joseph, lo senti questo strillo? Comma due dell’articolo 18 bis: “La Commissione disciplinare FIFA può imporre misure disciplinari a terzi che interferiscano nei rapporti di lavoro e di trasferimento, con le scelte politiche, o con l’attività della propria squadra”. Norma in disuso per consuetudine, ovviamente. Ma se per la prima volta fosse proprio la Lazio a invocarla, che succederebbe? “I fondi sono fatti da banditi – twitta Castagna, intermediario nella trattativa – e la prossima setttimana sarò al fianco della Fifa per cercare di abolirli”. Intanto, si va avanti con la diplomazia: nuovo appuntamento alle 20 (italiane) con i tre dirigenti della Doyen Sports, che vorrebbero continuare a mantenere il 25% del cartellino di Felipe Anderson, anche dopo il suo trasferimento in biancoceleste. Manco fossero pochi quasi 4 milioni subito, dopo aver sfruttato la fame di un piccolo sognatore. Che ora è diventato grande, vuole la Lazio e ha la benedizione del Santos. E’ intrappolato da “catene” british: accenna passi di samba, ma gli impongono la capoeira. Ancora la danza degli schiavi.

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy