Bilanci: in utile 7 società su 20 di Serie A..

Bilanci: in utile 7 società su 20 di Serie A..

Se il fair play finanziario reggerà alla prova dei fatti e diventerà pienamente operativo, a quel punto si porrà il problema di armonizzare le licenze Uefa – il pass per le coppe europee – a quelle nazionali. Per evitare un calcio a doppia velocità, con regole d’iscrizione diverse tra Champions…

Se il fair play finanziario reggerà alla prova dei fatti e diventerà pienamente operativo, a quel punto si porrà il problema di armonizzare le licenze Uefa – il pass per le coppe europee – a quelle nazionali. Per evitare un calcio a doppia velocità, con regole d’iscrizione diverse tra Champions e campionati, le federazioni saranno chiamate ad adeguarsi alle nuove regole. L’ha confermato, tempo fa, lo stesso presidentedella Covisoc, Cesare Bisoni: “Posto che i nostri controlli su debiti e scadenze sono già ferrei, bisognerebbe implementare in Italia la regola del break-even (non puoi spendere più di quanto incassi, ndr)”.

Beninteso, ci vorranno diversi anni prima che ciò accada. Ma dopo avere spulciato i bilanci delle big d’Europa, proviamo a simulare il gioco delle promosse e delle bocciate in Serie A, prendendo in esame le venti della nuova stagione. Non è una novità che le società più esposte siano quelle di vertice. Nel 2011 Inter, Juventus, Milan e Roma hanno accumulato perdite per 280 milioni. Le altre, però, non sono tutte virtuose. Produrre utili è un esercizio complicato: 7 su 20 lo hanno fatto stando agli ultimi bilanci licenziati, cioè Lazio, Palermo, Catania, Napoli, Udinese, Parma e Genoa.

Spesso ci si riesce grazie alle plusvalenze, che però vanno e vengono. Un club può definirsi oculato e autosufficiente se fa quadrare i bilanci senza ricorrere in misura debordante alle operazioni di mercato. E qui entra in gioco un parametro rivelatore: il rapporto tra costo del lavoro e ricavi (al netto, appunto, delle plusvalenze). Per gli analisti, si dovrebbe attestare sul 50%: spendere in stipendi metà del fatturato. In questo caso le virtuose sono sempre 7, con qualche variante: Napoli (42%), Cagliari (46%), Catania (49%), Palermo (50%), Udinese (51%), Chievo e Lazio (52%). Equilibrio lontano, oltre che per le grandi, per Genoa (92%), Parma (83%) e Fiorentina (82%). Rimandate Siena, Pescara, Torino e Sampdoria: le spese per il personale si mangiano l’intero fatturato (e anche oltre) ma i dati, in tutto o in parte, si riferiscono ai tempi della B.

Ecco, nel dettaglio, i risultati netti d’esercizio (utili o perdite) dei 20 club ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie A.

*I dati, in milioni di euro, si riferiscono alla stagione sportiva, con le seguenti eccezioni: per Fiorentina, Genoa, Milan e Sampdoria bilanci chiusi al 31 dicembre 2010 e 2011; per il Torino al 31 dicembre 2009 e 2010; per l’Atalanta al 30 giugno 2010 e al 31 dicembre 2011

Fonte: Marco Iaria – footballspa.gazzetta.it

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy