BILANCIO – La Lazio può arrivare 3a ma anche 8a

BILANCIO – La Lazio può arrivare 3a ma anche 8a

di ALBERTO ABBATE ROMA – E la stanchezza si fece sentire tutta in una volta. La Lazio si ferma proprio sul più bello a Empoli: abbandonato provvisoriamente il terzo posto, niente settimo risultato utile consecutivo. Il passo falso potrà pure essere digerito, ma ciò che più preoccupa è l’incredibile involuzione.…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – E la stanchezza si fece sentire tutta in una volta. La Lazio si ferma proprio sul più bello a Empoli: abbandonato provvisoriamente il terzo posto, niente settimo risultato utile consecutivo. Il passo falso potrà pure essere digerito, ma ciò che più preoccupa è l’incredibile involuzione. Mai una Lazio così imprecisa da inizio stagione: solo un tiro (il gol di Djordjevic) nello specchio della porta su 7 conclusioni totali. E’ record negativo. Anche nei passaggi. Morale: c’è parecchio su cui lavorare ancora e crescere. L’euforia invoca la Champions, la realtà invece dice: questa squadra può arrivare terza, ma anche ottava. Bisogna avere più certezze, vanno costruite.

DIFESA – Undici giornate trascorse, adesso sì, è possibile fare un bilancio di quasi un terzo del campionato. In questa sosta di novembre si dovrà riflettere parecchio sui numeri: la Lazio ha un punto in più della passata stagione, Pioli una vittoria in più, ma anche una sconfitta in più di Petkovic. Due pareggi in meno. L’ex tecnico di Bologna però, nonostante una filosofia superaggressiva, è riuscito a sistemare meglio la fase difensiva: 3 reti subite in meno dell’era Vlado. Quella biancoceleste rimane tuttavia la settima retroguardia del campionato (13 reti incassate): troppo poco per una squadra da vertice. L’infortunio di Gentiletti ha scombussolato i piani, né Cana, né Novaretti, né Ciani (troppo traballante nonostante i 12 disimpegni riusciti al Castellani) sono all’altezza. Rimane la priorità assoluta l’acquisto di un centrale a gennaio.

CENTROCAMPO – Contro la Juve dovrà tornare Basta: Cavanda lo ha sostituito talvolta senza sfigurare, ma nelle ultime due trasferte ha dimostrato come non sia all’altezza di Dusan, ottimo innesto dell’estate. Così come Parolo, l’insostituibile e si vede: ieri calo repentino dell’ex centrocampista del Parma, per la prima volta sostituito da Pioli. Marco e Lulic (e ovviamente il “vecchietto” Mauri) non possono giocare tutte le gare, questo è un altro responso: forse serve un’altra mezzala. Perché Onazi sembra involuto, Gonzalez convalescente. E né Ederson né Felipe Anderson possono ricoprire quel ruolo. Saranno fisiologiche altre flessioni a questi ritmi: Parolo rimane il giocatore che ha giocato di più, seguito da Candreva, De Vrij, Lulic e Djordjevic.

ATTACCO – Sorpasso Juve, coi sette gol rifilati al Parma. La Lazio retrocede al secondo miglior attacco del campionato (21 centri). Ieri Djordjevic è balzato a quota 6 reti, dopo tre giornate d’astinenza. Klose ancora non pervenuto in trasferta. Adesso torna alla ribalta il “caso” Keita (infortunato): la sua consacrazione dev’essere considerata un’arma in più. Perché alla Lazio sta mancando troppo un attaccante estroso, rapido, che spacca le difese avversarie nel momento del bisogno. Senza innervosirsi oltremodo. A proposito, Pioli dovrà lavorare anche sui nervi: 29 gialli e tre rossi in 11 giornate. Neanche ai tempi di Reja, questi “Bollini”.

Cittaceleste.it

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