Brocchi convocato: Bentornato guerriero!

Brocchi convocato: Bentornato guerriero!

ROMA – Un calvario lungo undici mesi, iniziato il 26 novembre 2011 nella sfida in casa contro la Juventus persa per 0-1, quando Cristian Borcchi ha abbandonato il campo durante lintervallo per poi uscire in stampelle dalla pancia dell’Olimpico. “Ho sentito dolore, come un crac sotto il piede”, aveva detto…

ROMA – Un calvario lungo undici mesi, iniziato il 26 novembre 2011 nella sfida in casa contro la Juventus persa per 0-1, quando Cristian Borcchi ha abbandonato il campo durante lintervallo per poi uscire in stampelle dalla pancia dell’Olimpico. “Ho sentito dolore, come un crac sotto il piede”, aveva detto durante il tragitto in mixed zone e, inizialmente, sembrava un problema dichiarato risolvibile con 15 giorni di stop, che invece l’ha costretto ad una terapia durata in totale trecentoventotto giorni. Un infortunio fastidioso e di difficile risoluzione, quello occorso al mediano lombardo, che subì una “sublussazione al metatarso con interessamento tendineo e della capsula del piede destro”. Una diagnosi arrivata tardivamente, con il rischio concreto per il calciatore di chiudere la carriera in aticipo.

Nel frattempo la sua volontà indomabile l’aveva portato a cercare il rientro a tutti i costi, avvenuto in trasferta a Catania il 18 marzo 2012, a tre mesi di distanza dal primo stop, dopo un torutuoso percorso di fiosioterapia e riabilitazione. La svolta sembrava essere arrivata con l’intervento del chirurgo olandese Van Dijk, che gli aveva preparato uno speciale plantare che gli permise di scendere in campo al Massimino: un fuoco di paglia. A neanche un mese di distanza infatti, Brocchi incorse in una ricaduta ancor più pericolosa e, per uno scherzo del destino, dovette alzare nuova bandiera bianca ancora contro la Juve, nella gara di ritorno dell’ 11 Aprile di quest’anno. Nuovo allarme, nuovo consulto ad una settimana di distanza: “Continuando a giocare lei rischia di chiudere la carriera in anticipo”, gli disse il Muller Wohlfahrt, lo specialista tedesco amico di Klose che lo aveva preso in cura.

Lo aveva messo di fronte alla dura realtà di una nuova fase riabilitativa, costretto ad osservare un riposo assoluto di tre mesi, a camminare con le stampelle, senza poggiare il piede destro a terra. Il guerriero biancoceleste però, non si è dato per vinto, trascorrendo un estate di lavoro a Formentera, per cinque ore al giorno, esercitandosi seguendo le direttive di un fisioterapista personale. Non ha partecipato al ritiro estivo ad Auronzo di Cadore, è stato sulla corda fino all’esame verità del 4 Agosto, dove il dott.Wohlfahrt lo potè finalmente confortare, diagnosticando la ricalcificazione dell’osso e concendendo un ritorno ad una corsa leggera. Rimaneva da curare l’infiammazione tendinea correlata e, il dolore, seppur con minore intensità, ha continuato a percepirlo fino a poche settimane fa, poco prima di abbandonare le scarpe da ginnastica. A fine settembre ha finalmente indossato gli scarpini da calcio, una liberazione e un segnale, la luce alla fine di un tunnel apparentemente interminabile. Dopo venti giorni di ricondizionamento atletico è finalmente pronto, Petkovic gli ha regalato la gioia della convocazione contro il “nemico” milanista.

Il numero 32 laziale non ha mai mollato, l’impegno e la determinazione profusa hanno portato gli attesi frutti, da un albero che a 36 anni di vita sembrava non poterne dare più. Cristian Brocchi invece, ha ormai imboccato la via del ritorno, con tutte le controindicazioni e la scaramanzia del caso, anche grazie alla fiducia della società, che ha operato il rinnovo durante il periodo di travaglio, aggiungendo ulteriori stimoli al suo percorso. Ora il calciatore può sorridere, ma anche i tifosi che lo hanno sempre sostenuto, nonchè mister Vladimir Petkovic che puntò su di lui in tempi non sospetti. “Aspettiamo il rientro di giocatori importanti come Cristian”, aveva dichiarato a margine della sconfitta nell’amichevole estiva con il Torino, un desiderio esaudito nel giro di due mesi. Ora la Lazio potrà contare su una risorsa affidabile, un’alternativa di spessore e esperienza nella zona nevralgica del rettangolo di gioco, in grado di alternarsi con Alvaro Gonzalez laddove l’uruguayano abbia bisogno di rifiatare. Una nuova pedina a disposizione dell’allenatore che, oltre ad arricchire il suo scacchiere dal punto di vista tecnico-tattico, potrà giovare di un elemento diindiscutibile grinta e temperamento. Bentornato Cristian.

Francesco Pagliaro

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