Buccioni: ‘Si gioca sulla nostra pelle’

Buccioni: ‘Si gioca sulla nostra pelle’

ROMA – Un fulmine a ciel sereno, un doloroso atto di denuncia, un’accorata richiesta di attenzione. C’è questo ed altro nella scelta del presidente della S.S. Lazio Lazio Antonio Buccioni, che ieri in serata a rassegnato le sue dimissioni all’amata polisportiva. E’ la più grande in Europa come numero di…

ROMA – Un fulmine a ciel sereno, un doloroso atto di denuncia, un’accorata richiesta di attenzione. C’è questo ed altro nella scelta del presidente della S.S. Lazio Lazio Antonio Buccioni, che ieri in serata a rassegnato le sue dimissioni all’amata polisportiva. E’ la più grande in Europa come numero di sezioni e atleti affiliati, sul podio delle più antiche in assoluto, eppure da sempre si regge esclusivamente sulle proprie gambe. Nientemeno è stata dichiarata “Ente morale” per regio decreto, ma le istutuzioni l’hanno abbandonata a se stessa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il disinteresse per la sezione Pallanuoto, brillante quanto povera di investitori, snobbata dalla stessa politica locale e a rischio iscrizione per il prossimo campionato. Non ci sta Buccioni, che ai microfoni di Radio Sei da via libera allo sfogo personale: “I fatti parlano chiaro, stiamo giocando sulla pelle della Lazio. Io ho posto un problema di carattere generale, è evidente che ci sono delle urgenze. La pallanuoto è uno settore strategico della Lazio, è uno sport di squadra coevo al calcio. Ha dato 5 campioni olimpici su 8, tanti scudetti e un ragazzo alla nazionale olimpica di Londra. La squadra inoltre è stata promossa in A1, sta sviluppando un progetto innovativo e merita un’ attenzione particolare. Questa situazione però, è solo la punta di un iceberg, perchè il discorso che mi ha portato a rassegnare le dimissioni è di carattere generale”. La Polisportiva da anni cerca una propria casa dove riunire la grande famiglia, altra nota dolente dal nome noto, che per storia e tradizione si è sempre associato ai colori biancocelesti: Lo Stadio Flaminio. Altro motivo di frustrazione per il dimissionario presidente:Nel 2008 si è scelto di attribuire al “Flaminio” una vocazione rugbistica, ma questo progetto è naufragato senza neanche partire. Noi abbiamo posto un dibattito che andava al di là della nostra necessità, onde evitare che diventasse un rudere. Se la Lazio non è ritenuta idonea, allora si dica chi è idoneo a rilevare quest’impianto e noi lo accetteremo senza rancore. Per risolvere la questine basterebbe mettersi attoro ad un tavolo, ma io mi sono stufato di chiedere”. L’auspicio è che sulla vicenda non si ponga la parola ‘fine’, ma al contrario si possa dare il là ad un nuovo e finalmente fruttuoso dibattimento.

F.P.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy