SCOMMESSE – Parla l’esperto: ”Sentenze..”

SCOMMESSE – Parla l’esperto: ”Sentenze..”

ROMA – Il tempo era certamente nuvoloso, ma la notizia di oggi è caduta come un fulmine ciel sereno, rompendo l’idillio dello splendido momento biancoceleste. Si parla di deferimenti in arrivo per Stefano Mauri e la SS Lazio, con tanto di previsione sul possibile esito di un processo ancora da…

ROMA – Il tempo era certamente nuvoloso, ma la notizia di oggi è caduta come un fulmine ciel sereno, rompendo l’idillio dello splendido momento biancoceleste. Si parla di deferimenti in arrivo per Stefano Mauri e la SS Lazio, con tanto di previsione sul possibile esito di un processo ancora da consumare: multa alla società e squalifica al centrocampista ancora da definire, mentre si parla con chiarezza di cinque possibili punti di penalizzazione in campionato. Il popolo laziale è arrabbiato, ma anche preoccupato per le evoluzione di una vicenda ancora poco chiara, anche perchè l’indagine della giustizia ordinaria è ancora abbondantemente in corso. Anzi, la procura di Cremona che se ne occupa, ha richiesto una proroga per approfondire le indagini di cui, si dice, manchino gli elementi per poter condannare Mauri. Da qui l’incongruenza logica con il procedimento sportivo, che invece sembra voler avviarsi a tutti i costi e porre le basi, come successo per il Napoli, di un condizionamento del campionato di Serie A. Per fare chiarezza, in quelli che sono gli oscuri passaggi tra i due iter, abbiamo contattato un esperto del settore: l’avvocato Gabriele Bordoni. Ha recentemente difeso il capitano del Bologna Daniele Portanova, nell’ambito dello stesso filone del calcioscommesse, mentre oggi si è concesso ai nostri microfoni per parlare della situazione Lazio. E non solo:

Perchè già oggi, nonostante la richiesta di proroga di sei mesi per le indagini della giustizia ordinaria, si parla di deferimenti in ambito sportivo?

“Questa è una vecchia querelle, che disturba sempre molto. Perchè noi come difensori del penale, siamo abituati ad uno standard probatorio abbastanza elevato. Quel famoso ragionevole dubbio, in funzione del quale, la sussistenza di elementi antagonisti alla tesi d’accusa confortati da raziocinio e credibilità, siano sufficienti per smontare la proposizione di responsabilità e prosciogliere il soggetto. Nel caso della Lazio evidentemente, la prudenza del PM di Cremona, lo sospinge a chiedere sei mesi di proroga per cercare ulteriori elementi, nella consapevolezza che quelli fin ora raccolti non sarebbero sufficienti per arrivare ad una condanna di Mauri”.

Discorso che sembra non valere per la giustizia sportiva…

“Nell’ambito del processo disciplinare-sportivo è diverso, perchè bastano pochi elementi, con un basso profilo probatorio, per arrivare ad un’affermazione di responsabilità. Ci sono state sentenze che hanno disciplinato l’argomento in maniera specifica, assumendo standard diversi tra prove penali e sportive”.

Come è possibile parlare specificatamente di eventuali 5 punti di penalizzazione per due partite, quando ad esempio, l’Albinoleffe ne ha presi 9 per nove partite? Quali sono i criteri?

“Ci sono delle indicazioni di giurisprudenza sportiva, secondo precedenti decisioni che si sono registrate nella casistica processuale, alcune delle quali hanno diversificato il trattamento sanzionatorio in base ai risultati sportivi ottenuti da talune squadre. Evidentemente chi oggi ha fatto certe previsioni sulla Lazio, ha applicato certi paradigmi per le due patite in questione. Io però non mi ancorerei a certi dati, perchè non sono tassativi o obbligatori, tanto che che il giudice sportivo può applicare le sanzioni in maniera discrezionale. L’esempio dell’Albinoleffe calza benissimo, dove indipendentemente dai risultati delle singole 9 gare, alla fine sono stati applicati 9 punti di sanzione, senza dimenticare i vari ricorsi in appello”.

Dunque sarà questa la prospettiva in caso di responsabilità oggettiva della società e provato illecito del calciatore?

“Non è sempre detto che debba andare così, io mi aspetto in questo caso che ci sia una valutazione rigorosa di tutti gli elementi a disposizione. Perchè, al di là dei diversi standard di valutazione tra giustizia sportiva e ordinaria, nel momento in cui una Procura continua ad approfondire, mi verrebbe da pensare che sarebbe opportuno attendere l’esito delle indagini ordinarie. Perchè accade di frequente che possano emergere nuovi elementi, non emersi in un primo momento, in grado di scombinare totalmente le carte in tavola. Bisogna far si che il giudizio disciplinare possa fruire, senza condizionamenti e garantendo l’autonomia  dei due organi giudicanti, di tutto ciò che emerge da un’ampia indagine di natura penale che alla base dello stesso procedimento sportivo. Perchè in tutti i processi sportivi, il 90% delle acquisizioni probatorie si ricavano da indagini penali”.

Quindi si potrebbe creare il paradosso di due sentenze in antitesi tra loro?

“Sarebbe quantomeno bizzarro, oltre che francamente ingiusto, che uno sportivo e la sua società venissero penalizzati durante un campionato quando, intanto, un procedimento penale che li riguarda – direttamente il tesserato, indirettamente il club – alla sua conclusione potrebbe sconfessare totalmente quegli elementi su cui,in questo momento, potrebbe basarsi il processo disciplinare. Attendere sei mesi sarebbe a questo punto la scelta più intelligente, soprattutto in virtù di della segmentazione che ha già purtroppo vissuto tutta la vicenda “scommessopoli”. Laddove ingiustamente, alcuni tesserati sono stati giudicati in estate, altri a Natale e ancora parzialmente in ballo, mentre qualcun altro è ancora in attesa. A questo punto ripeto,  se l’indagine di Cremona continua, sarebbe opportuno attendere il suo esito da parte della Disciplinare, per ricavarne gli atti e poi procedere in autonomia di giudizio”.

Se fossero seguite queste linee guida, si potrebbe ad arrivare ad un’ipotetica sentenza afflittiva nel prossimo campionato?

“Probabilmente si. Così si potrebbe concludere il campionato senza turbamenti nell’andamento sportivo di questa stagione e, al contempo, si potrebbe godere dell’acquisizione di nuovi elementi non ancore raccolti dalla procura di Cremona. Per quello che sarebbe un duplice beneficio di tutte le parti in causa”.

Si parla di illecito e omessa denuncia. Può spiegare la differenza?

“L’omessa denuncia non prevede una penalizzazione in termini di punti per la società, ma solo una multa, mentre il tesserato viene sostanzialmente colpevolizzato per la mancata segnalazione alle autorità competenti. Invece l’illecito, oltre a comportare un trattamento sanzionatorio più pesante per il giocatore, comporta una decurtazione di punti per la squadra, in caso di responsabilità diretta(che prevede anche la retrocessione e sanzione ai dirigenti coinvolti) o oggettiva. Naturalmente in questo caso si parla di responsabilità oggettiva, dove al club vengono fatte pagare le ricadute sportive, positive o negative, che tale illecito ha comportato”.

Deferimento si potrebbe tradurre con pena praticamente certa?

“Finchè la nostra carta costituzionale espone il principio di non colpevolezza rispetto al giudizio penale, ritengo che tale principio debba valere in tutti gli altri contesti, compresi quello disciplinare-sportivo. Pertanto non è assolutamente detto che un deferimento, possa portare ad un’affermazione di responsabilità, come per fortuna io ho potuto registrare nelle mie esperienze dirette, dove alcuni mie clienti hanno goduto di un totale proscioglimento o di una commutazione del presunto illecito ad un’omessa denuncia”.

Cosa pensa dei processi a campionato in corso? Favorevole alla definizione di una sola finestra estiva dove possano essere emesse sentenze?

“Un’idea che ha ragione da vendere. Quando l’estate scorsa furono avviati i primi procedimenti sportivi, che coinvolgevano un numero elevatissimo di società e tesserati, ma si intersecavano con vicende extrasportive da parte di tantissime procure diverse, mi interrogai sul concetto di equità sportiva. Perchè alcuni tesserati e club si presentarono ai nastri di partenza con situazioni già ben definite, mentre altri dovevano essere sottoposti a questo calvario in corso d’opera, con il rischio di andare a falsare la regolarità di un campionato. E’ evidente che quando si corre per chiudere i procedimenti prima dell’inizio della stagione, o lo si fa per tutti, oppure meglio delimitare come zona franca il corso di campionato e concludere il procedimento nell’estate successiva”.

In conclusione, si può ad oggi, parlare di campionato falsato?

“E’ un campionato che certamente soffre di questi interventi collaterali. Perchè evidentemente, quando vengono coinvolte delle squadre – oltretutto di vertice come Lazio e Napoli – che si vedono decurtate del punteggio per questioni vecchie di anni, non si può parlare di regolarità a livello prettamente sportivo. Se tutto avvenisse a bocce ferme, prima del mese di settembre, è un fardello che si potrebbe mettere in preventivo. Ma che uno si veda togliere i meriti guadagnati sul campo nella stagione in corso, ripeto, per vecchie vicende, è un dato di fatto che si falsa un campionato”.



Francesco Pagliaro

 

Messaggio Promozionale

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy