Cana si racconta, dalla guerra al calcio: “Per l’Albania e la famiglia”

Cana si racconta, dalla guerra al calcio: “Per l’Albania e la famiglia”

ROMA – Il guerriero biancoceleste Lorik Cana, in un’intervista rilasciata al quotidiano norvegese Nettavisen, si racconta a briglie sciolte: Dai ricordi dell’infanzia ai primi calci al pallone, passando per la cruda realtà della guerra e dell”espatrio, per arrivare ai giorni nostri attraverso la sua carriera di calciatore. Ecco quanto estrapolato…

ROMA – Il guerriero biancoceleste Lorik Cana, in un’intervista rilasciata al quotidiano norvegese Nettavisen, si racconta a briglie sciolte: Dai ricordi dell’infanzia ai primi calci al pallone, passando per la cruda realtà della guerra e dell”espatrio, per arrivare ai giorni nostri attraverso la sua carriera di calciatore. Ecco quanto estrapolato dalla nostra redazione: 

LA FUGA“Avevo sette anni quando lasciai il Kosovo per scappare in Svizzera con la mia famiglia, come rifugiati politici. Non avevamo un posto in cui andare, una situazione davvero irreale. L’aspetto peggiore fu che negli otto anni successivi non saremmo potuti tornare indietro.  Fu un periodo molto difficile, che durò circa otto o nove anni. Mi riempie d’orgoglio guardando all’indietro da dove sono arrivato, ricordando tutto quello che abbiamo passato a causa della guerra”.

NUOVO INIZIO –  “Non abbiamo mai saputo quanto tempo saremmo rimasti lì, ho imparato il francese e mi sono iscritto ad una buona scuola. A Losanna ho giocato a calcio in un ambiente piacevole, con grandi allenatori. Nel complesso ho avuto l’opportunità di condurre un’esistenza positiva”.

ALTRUISTA“Ho sempre voluto essere un uomo buono, sia in campo che fuori. Quando ottenni un contratto con le giovanili del Paris Saint Germain, cominciai a mandare i soldi alla mia famiglia”

PATRIOTA“Non mi tirerò mai indietro per giocare in nome della mia famiglia, del mio paese e del mio popolo. Gioco per rendere i miei cari orgogliosi, dopo una vita segnata dalla guerra”

IL CALCIO“Ho trascorso una meravigliosa esperienza al Sunderland, la gente ama il proprio club. Spero che i tifosi abbiamo capito che accettai il  trasferimento in Turchia per avvicinarmi alla mia famiglia. Ora che vivo in Italia sono ancora più vicino all’Albania, ma conservo nel cuore anche l’avventura al Galatasaray”.


Cittaceleste.it

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