Candreva, motore in panne?

Candreva, motore in panne?

Sedici risultati utili consecutivi, la semifinale di Coppa Italia e una classifica di assoluto rispetto, non possono essere cancellati da una partita sbagliata. Se alla sconfitta subita contro il Chievo, però, aggiungiamo le difficoltà incontrate a Palermo e contro l’Atalanta, è evidente che qualche considerazione va fatta, una su tutte…

Sedici risultati utili consecutivi, la semifinale di Coppa Italia e una classifica di assoluto rispetto, non possono essere cancellati da una partita sbagliata. Se alla sconfitta subita contro il Chievo, però, aggiungiamo le difficoltà incontrate a Palermo e contro l’Atalanta, è evidente che qualche considerazione va fatta, una su tutte è che alcuni giocatori hanno bisogno di rifiatare. Tra questi c’è Antonio Candreva: il centrocampista è arrivato a Roma un anno fa, allo scadere del mercato di gennaio e da allora non si è più fermato. Non è stato facile per lui. Accolto dai fischi alle prime apparizioni con la maglia biancoceleste, in poco tempo si è riscattato ed è diventato un punto fermo della Lazio di Petkovic ed un idolo dei tifosi. È partito con il turbo: già nelle amichevoli estive, quando la squadra stentava, lui era già in condizione e nella prima parte della stagione si è imposto. Contro il Palermo, nella gara d’andata, ha sfoderato il suo colpo migliore, si è ripetuto contro il Milan e soprattutto nel derby, con un gol dal sapore speciale. La sua importanza nel gioco della Lazio è stata evidente anche contro l’Inter: con il suo ingresso nel corso del secondo tempo la formazione allenata da Petkovic ha cambiato il passo ed ha maturato la vittoria sui neroazzurri. Discorso simile contro il Cagliari, nella prima partita del 2013: tenuto in panchina, il mister l’ha mandato in campo per risolvere il match e infatti, senza i gol degli attaccanti, ci ha pensato il centrocampista a trasformare il rigore e dare i tre punti alla Lazio.



Da lì in poi, la flessione di Candreva insieme a quella della squadra. La vittoria sull’Atalanta ha minimizzato le difficoltà incontrate dalla compagine, ma già qualche campanello d’allarme era suonato: il numero 87 aveva offerto una prestazione opaca, ben al di sotto della sufficienza, tanto da essere richiamato in panchina nel corso della ripresa. Ha iniziato tra le riserve anche al Barbera, entrando nel finale, senza apportare però freschezza alla manovra biancoceleste. Sprazzi di quel Candreva ammirato ad inizio stagione li abbiamo visti a Torino in Coppa Italia, con il cross che ha portato al gol del pareggio, ma l’involuzione è stata evidente nella partita di sabato. Non che lui sia svogliato, anzi. Corre e si danna in campo, dà tutto in fase difensiva ed offensiva, prova il tiro quando ha lo spazio, ma gli manca quella lucidità che è stata decisiva fino a qualche mese fa. Petkovic ha tenuto in panca Mauri ed Hernanes all’inizio e la fantasia era affidata a lui e ai suoi piedi: ci ha provato nei primi minuti, poi col passare del tempo la sua prestazione ha perso di spessore, fino a diventare inconsistente. Finora gli sono stati chiesti gli straordinari, ora è in riserva e avrebbe assoluto bisogno di un pit stop per recuperare, ma gli impegni importanti incombono e per andare avanti è indispensabile. La Lazio lo aspetta e i suoi tifosi lo vogliono al più presto sotto la Curva per festeggiare insieme.

Enrica Di Carlo

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