Candreva-Udinese, storia infinita

Candreva-Udinese, storia infinita

Sedotto e abbandonato, acquistato e scartato, scelto e prestato in giro, sballottato da una parte e dall’altra. E’ la storia di Candreva e l’Udinese, una storia iniziata nel 2007. Fu prelevato dalla Ternana, la fabbrica di talenti friulana decise di puntare su quel ragazzo romano, un trequartista coi piedi fatati,…

Sedotto e abbandonato, acquistato e scartato, scelto e prestato in giro, sballottato da una parte e dall’altra. E’ la storia di Candreva e l’Udinese, una storia iniziata nel 2007. Fu prelevato dalla Ternana, la fabbrica di talenti friulana decise di puntare su quel ragazzo romano, un trequartista coi piedi fatati, un jolly adattabile in varie posizioni. Gli osservatori e i dirigenti ci videro benissimo, ma nessun allenatore puntò mai su Candreva né la società dei Pozzo s’impose per trovargli spazio. Nessuno lottò per lui, nessuno mosse un dito. E’ stato un errore, uno dei pochi commessi dai bianconeri in tanti anni di gestione calcistica e di affari producenti, capaci di fruttare oro. Quell’errore oggi rischia di diventare un boomerang, un rimpianto grossissimo, un abbaglio, un autogol clamoroso.

I PRESTITI – Candreva ritroverà l’Udinese, la squadra che l’ha fatto esordire in serie A, domani sera all’Olimpico. Non si è mai slegato dai bianconeri, nella Lazio gioca con la formula del prestito con riscatto. Lotito ha acquisito la formula d’acquisto nel giugno scorso dal Cesena (è la squadra con cui Candreva era tesserato temporaneamente, a gennaio lo trasferì alla Lazio). I biancocelesti hanno utilizzato un escamotage per assicurarsi le prestazioni di Antonio: gli 1,7 milioni di euro (il prezzo di metà cartellino) che avrebbero dovuto versare a giugno saranno intascati dall’Udinese nel 2013. L’accordo sancito nel gennaio scorso (il prestito con riscatto) è stato rinnovato, in questo modo la Lazio si è assicurata le prestazioni del giocatore sino al 2014 (dal giugno 2013, esercitando il riscatto della prima metà, Lotito avrà un altro anno di tempo prima di ridiscutere la risoluzione dell’affare). Il pericolo buste, in pratica, si materializzerà solo tra due anni. Certo, il 2014 è l’anno dei Mondiali, se Candreva manterrà questo rendimento super, il suo costo lieviterà, l’Udinese potrà chiedere di più. Ma intanto la Lazio s’è garantita il giocatore a basso costo, finora non ha speso un euro. A meno che Lotito non decida di riscattarlo interamente a gennaio, ipotesi improbabile.

LA SFIDA – Candreva e l’Udinese, una storia mai consumata. Nella stagione 2007-08, con Pasquale Marino in panchina, Antonio giocò solo tre volte in campionato e cinque in Coppa Italia. Da quell’annata in poi fu ceduto al Livorno (un anno e mezzo), alla Juventus (sei mesi), al Parma e al Cesena. La Lazio l’ha fatto rinascere, gli ha permesso di vivere una seconda carriera in serie A. Oggi Candreva è tornato a brillare, ha riconquistato la Nazionale e punta sempre più in alto. E’ un talento ritrovato, il calcio italiano pensava d’aver perso un figlio d’oro, non era così. La cura Reja, gli insegnamenti di Petkovic, il miglior Candreva si sta vedendo adesso. La sua esplosione è sotto gli occhi di tutti, si starà mangiando le mani anche l’Udinese, il club che ha creduto pochissimo in lui.

IL RAPPORTO – Candreva a giugno ha firmato per cinque anni con la Lazio, è stato chiaro con l’Udinese, ha detto al patron Pozzo che il suo futuro è a Roma, che non rientrerà a Udine. E’ rimasto deluso, i bianconeri gli fecero vivere un sogno, ma non gli permisero mai di realizzarlo completamente. Candreva vuole la Lazio, non ha intenzione di lasciarla. E’ nato a Roma, ha sposato i colori biancocelesti, ha rinnegato un presunto passato romanista, s’è fatto adottare e amare dai tifosi. Vivrà una notte speciale, sarà la sua partita quella di domani sera. Candreva non farà sconti, punterà la porta friulana, proverà a bucarla così come ha fatto contro il Palermo, il Milan e la Roma, mirando gli angolini, caricando il suo tiro micidiale.

LA PROMESSA – Candreva ama la Lazio, ha dichiarato il suo attaccamento alla maglia. Deve molto ai biancocelesti, farà pagare quell’errore ai friulani. E’ conosciuto e per questo è temutissimo. La Lazio ha creduto in lui e oggi si gode i suoi colpi, hanno portato punti pesanti. Il lavoro di Candreva non si limita alle reti, è unico nel suo genere. E’ unico per quanto corre, per quanto copre, per quanto si rende utile.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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