Casiraghi: quel poker nella storia…

Casiraghi: quel poker nella storia…

Pierluigi Casiraghi, è entrato nella storia: lui, insieme a Signori, componeva l’attacco della Lazio che vinse quel famoso derby del 1995… “Forse quella partita la interpretammo noi in maniera diversa —parla l’ex attaccante biancoceleste tramite le pagine della Gazzetta dello Sport —. Anzi, senza forse…” In che senso?«I terzini spinsero…

Pierluigi Casiraghi, è entrato nella storia: lui, insieme a Signori, componeva l’attacco della Lazio che vinse quel famoso derby del 1995…

“Forse quella partita la interpretammo noi in maniera diversa —parla l’ex attaccante biancoceleste tramite le pagine della Gazzetta dello Sport —. Anzi, senza forse…”

In che senso?
«I terzini spinsero di meno e noi attaccanti giocammo più corti. Zeman l’aveva preparata come le altre partite».

Ma il derby non è una partita come le altre, anche se spesso si dice il contrario.
«È un derby e a Roma vale di più che nelle altre città. Vale tre punti come le altre partite, ma può darti o toglierti punti in quelle successive».

E lei in che modo ci si avvicinava?
«Mi piacevano partite che mettono adrenalina come quelle».

È quello il derby che ricorda con più piacere?
«Sì, ma anche i quattro vinti con Zeman alla Roma. Siamo entrati nella storia, noi per averli vinti e loro per averli persi».

Cosa le viene in mente se le dico Zeman?
«Se penso alla persona, ironia e senso dell’umorismo. Se penso all’allenatore, ho ricordi molto positivi. Nella concezione del suo calcio, gli attaccanti trovano spessissimo la via del gol. E poi i tagli che chiedeva, a me riuscivano bene. Grazie a lui, chiusi per due anni in doppia cifra e mi affermai in Nazionale».

Si diceva che il suo calcio è cambiato.
«Assolutamente no. Sono gli interpreti che cambiano la qualità. Ci sono giocatori che si adattano e giocatori che pur essendo di qualità non trovano collocazione, vedi De Rossi. E questa non è ancora la sua Roma».

Di Petkovic cosa pensa?
«Un uomo tenace e un buon allenatore. Nel derby può consacrarsi».

Se le cose fossero andate diversamente, lei avrebbe potuto viverlo in prima persona questo derby, accanto a Zola…
«Non ho rimpianti, nel calcio le cose cambiano in fretta. Di sicuro mi piacerebbe rigiocarlo: prepararlo da allenatore è più stressante».

A proposito, che vi disse Zeman dopo quel derby vinto senza seguire le sue direttive?
«In cuor suo sarà stato scontento del nostro atteggiamento. Ma vincemmo».

S.D.

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