CASO DIAKITE’ – «Non ho ricevuto minacce di alcun genere»

CASO DIAKITE’ – «Non ho ricevuto minacce di alcun genere»

Ad accorgersi del crepitio delle fiamme proveniente dalla strada è stato proprio lui. Modibo Diakitè, difensore della Lazio, 25 anni, francese con doppio passaporto (anche maliano) si è presentato ieri mattina nella caserma della compagnia Cassia dei carabinieri per denunciare l’incendio delle sue auto, un suv Bmw X5 e una…

Ad accorgersi del crepitio delle fiamme proveniente dalla strada è stato proprio lui. Modibo Diakitè, difensore della Lazio, 25 anni, francese con doppio passaporto (anche maliano) si è presentato ieri mattina nella caserma della compagnia Cassia dei carabinieri per denunciare l’incendio delle sue auto, un suv Bmw X5 e una Smart, insieme con quella del suocero – una Ford Ka – bruciate martedì notte di fronte all’abitazione di quest’ultimo, a Cesano. Un incendio doloso, secondo i rilievi dei militari dell’Arma che ora indagano sull’accaduto. Diakitè – in rotta con il club biancoceleste per essersi rifiutato di rinnovare il contratto alle condizioni dela società – ha raccontato di essere stato svegliato dal rumore provocato dallo scoppio dei finestrini e dei fanali delle vetture, di essersi affacciato alla finestra e aver visto le auto in fiamme. L’inquietante episodio è avvenuto poco prima delle due. I vigili del fuoco, intervenuti con alcune squadre, hanno lavorato più mezz’ora per avere ragione delle fiamme. E dopo un rapido sopralluogo è emersa la matrice dolosa del rogo: qualcuno ha versato liquido infiammabile sotto il suv e ha poi appiccato il fuoco. Gli investigatori dell’Arma, che hanno sequestrato le vetture, sono convinti che l’obiettivo di chi ha bruciato le auto fosse proprio la Bmw del calciatore. «Non ho ricevuto minacce di alcun genere», ha dichiarato il difensore biancoceleste ai carabinieri convinti però che l’incendiario – o gli incendiari – fosse al corrente di alcuni particolari importanti, come il modello dell’auto da colpire e il fatto che Diakitè vivesse a casa del suocero a Cesano. Ed è in questa direzione che si stanno muovendo gli investigatori.

Fonte: Il Corriere della Sera ed.Romana – R. Fr.

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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