Cavanda: exploit già finito?

Cavanda: exploit già finito?

La partita vista a Catania non può essere presa come riferimento per la Lazio, chiusa praticamente dopo mezz’ora di gioco, dato il passivo di ben tre reti a zero. La banda di Petkovic è andata fuori strada, e come questa volta non era mai accaduto, poiché le altre due sconfitte…

La partita vista a Catania non può essere presa come riferimento per la Lazio, chiusa praticamente dopo mezz’ora di gioco, dato il passivo di ben tre reti a zero. La banda di Petkovic è andata fuori strada, e come questa volta non era mai accaduto, poiché le altre due sconfitte che la Lazio ha rimediato, contro Napoli e Fiorentina, sono arrivate in maniera completamente diversa.

Ultimamente i biancocelesti stanno prendendo una brutta piega, è vero si sta giocando quasi ogni tre giorni, e nelle ultime uscite in campionato (Fiorentina – Torino – Catania) è stato raccolto appena un punto. Un’involuzione nel gioco degno di nota: la Lazio non riesce più ad esprimersi come qualche tempo partita fa, tanto per fare un esempio contro il Milan, dove imponeva il suo calcio e dominava l’avversario sin dai primi minuti di gioco. Questo, come detto, non deve essere comunque il riferimento e soprattutto, non deve cancellare quello che di buono si è fatto fin oggi, che tutti i giocatori hanno fatto di buono fino ad oggi. Compreso Cavanda, che ha avuto un inizio di stagione di ottimo livello: da titolare o a match già in corso, ha dato sempre il suo contributo alla gara. Attento in difesa e sempre pronto ad appoggiare la squadra in fase d’impostazione, questo è il Cavanda che conosciamo, ovviamente con qualche defezione per la giovane età. Ha risposto sempre positivamente quando mister Petko ha chiamato. Lo ha promosso a parte integrante della prima squadra e non come semplice rimpiazzo, ma come prima scelta del mister. Ottime sono state le sue prestazioni d’inizio stagione, tutti ci ricordiamo quella contro il Tottenham, nella trasferta di Europa League, dove ha messo in campo qualità e carattere, davanti a un esame davvero difficile.

Ad oggi però, la sua luce sembra essersi spenta: in ombra contro il Panatinaikos ad Atene, brancolante nel buio, contro il Catania domenica scorsa. Cosa gli è successo? Tutti ci auguriamo che il vero Cavanda e la vera Lazio, non siano quelli di Catania: bravissimo dovrà essere Petkovic a richiamare all’ordine i suoi, soprattutto i più giovani, maggiormente inclini ad abbattersi per qualche prestazione negativa di troppo, come appunto il terzino belga. Sbagliato, è caricarlo eccessivamente di tensione, non bisogna mai scordarsi che Cavanda è un classe 1991, ad appena ventuno anni si è visto catapultato in una realtà completamente diversa rispetto alla Primavera biancoceleste. Nella sua carriera, infatti, di gavetta c’è n’è poca; le uniche esperienze lontane dalla Lazio sono state al Torino e al Bari dove in complessivo ha disputato appena 11 partite. Quest’anno con Petkovic sulla panchina della Lazio, si è visto un’enorme possibilità aprirsi davanti a lui in maniera del tutto inaspettata, per questo al ragazzo bisogna dare tempo, consapevoli delle grandi qualità che in molte occasioni ci ha dimostrato.

Simone Davide

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