La novità Biglia aiuta a sperare nel grande colpo

La novità Biglia aiuta a sperare nel grande colpo

Chi abbia la bontà di memorizzare la prevedibile formazione del decollo laziale si accorgerà che l’unica novità di partenza per l’assalto alla Juve è Lucas Biglia, nonostante una campagna di rafforzamento da 25 milioni, cifra record nella gestione-Lotito. Il talento argentino ha cominciato in ritardo la preparazione, ma sono bastate…

Chi abbia la bontà di memorizzare la prevedibile formazione del decollo laziale si accorgerà che l’unica novità di partenza per l’assalto alla Juve è Lucas Biglia, nonostante una campagna di rafforzamento da 25 milioni, cifra record nella gestione-Lotito. Il talento argentino ha cominciato in ritardo la preparazione, ma sono bastate due amichevoli per convincere l’allenatore a promuoverlo fulcro centrale della stagione che comincerà stasera quando, presenti 55mila spettatori nell’Olimpico romano, la Lazio tenterà per la quarta volta su cinque occasioni di centrare l’obiettivo.
L’ex playmaker dell’Anderlecht pare proprio in grado di arricchire le fantasie dei fan più dei compagni che hanno già vinto la coppa Italia il 26 maggio scorso, fatto salvo il primo posto sul podio degli affetti ancora di Lulic, eversore dei romanisti. Proprio per “el Principito”, metronomo pieno di fosforo, si è pensato al triplo regista sperando di farlo coesistere con Hernanes davanti e Ledesma dietro, senza dare troppa importanza alle frequenti delusioni scaturite in passato da una mediana tutta fini dicitori, senza un inesauribile recuperatore di palloni. Può bastare Catania-Lazio 4-0, undicesima giornata di un campionato fa per indurre il tecnico poliglotta a depennare uno dei magnifici tre, a beneficio di Onazi o Gonzalez? Noi riteniamo che risolvendo il dubbio nella maniera migliore la Lazio abbia buone chance di scavalcare l’ostacolo, proprio a quindici anni di distanza dallo sgambetto rifilato ai bianconeri al Delle Alpi, con reti dei “cragnottiani” Nedved e Conceiçao.
Certo, questa formazione solida in difesa e ben organizzata lungo le corsie esterne non vale ancora per carature individuali quella d’allora, anche se un ragguardevole ottimismo sta accompagnando i ragazzi biancocelesti verso una sfida non ritenuta impossibile, a dispetto delle differenze che ci possono essere fra nostra Signora degli scudetti e gli avversari di circostanza. Probabilmente l’avvicinamento ha modificato i pensieri di molta gente, come spesso capita nel calcio d’agosto quando è sempre difficile distinguere fra realtà e abbagli. Stavolta neppure un regista di spy-story sarebbe stato così abile nel diffondere una situazione-Juve straripante arrabbiature, malumori e stroncature frettolose di Tevez e Llorente, quasi non bastassero le polemiche avvampate dopo la scelta della sede romana, privilegio mai ottenuto da chi vinse la coppa Italia nelle precedenti venticinque edizioni della manifestazione già agli archivi.

Trappola perfetta per la gioia di Andrea Agnelli e John Elkann che si sono agitati nella parte delle vittime di uno storico sopruso? Il chiarimento arriverà dal campo, dove ci si aspetta una formazione laziale in grande spolvero a cominciare dal formidabile Marchetti di questi tempi, che potrebbe diventare il protagonista assoluto della sfida come già accadde negli ultimi tre scontri. Poi dipenderà dalla regia difensiva del ripristinato Dias, dalle fulminee ispirazioni di Lulic e Candreva sui binari di competenza, dalle ispirazioni dei suggeritori dietro Klose. Forse solo una Juve al top potrebbe spuntarla, sgonfiando subito le speranze biancocelesti. Forse perfino la scaramanzia potrebbe aiutare i bianconeri, visto che solo sei volte in questa partita secca hanno prevalso i detentori della coppa Italia. Noi ci abbandoniamo agli scongiuri. Biglia ci aiuterà.

Corriere dello Sport

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