ZOOM – C’è Keita nel Formello delle meraviglie: “Grazie”

ZOOM – C’è Keita nel Formello delle meraviglie: “Grazie”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Petali di talento in volo: benedetta Primavera, ora è davvero sbocciato, Keita. Figlio dei fiori, inseguite le foglie per non farlo cadere in autunno, godetevi tutti i frutti del maestro Bollini: destro, sinistro fulminante nel Formello delle meraviglie. Il predestinato Diao scagliava nel sette il…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Petali di talento in volo: benedetta Primavera, ora è davvero sbocciato, Keita. Figlio dei fiori, inseguite le foglie per non farlo cadere in autunno, godetevi tutti i frutti del maestro Bollini: destro, sinistro fulminante nel Formello delle meraviglie. Il predestinato Diao scagliava nel sette il suo futuro stamattina, impressionante visione quel calcio in porta. Diciotto anni compiuti lo scorso 8 marzo, con una lametta tagliente scansionava l’erba, questo giovanotto “canterato”. Non certo un chierichetto, ma se il calcio è fede, lui ormai vive in un convento. Devoto al dio gol, pochi dubbi: è l’attaccante della Lazio che verrà. Che languore di vederlo esplodere, quanto è cresciuto in due anni a Formello. Quando sbarcò da Barcellona era un sedicenne, in spalla un carico di speranze e una classe innata. Ha avuto il fegato di lasciare il club più forte del mondo, ha scelto la Lazio da bambino d’oro, con un’allegria spigliata. A Keita sorride il dribbling, velocità e tecnica gli fanno ciao, potenzialmente è un “progetto” di campione.  

Immerso nel “Mito”. Sta studiando da Klose, vuole rubarne il carisma, imitarne l’umiltà: barbetta fatta, di recente, niente più cresta da ultimo dei Mohicani. Bella faccia, nuova, con sguardo dolce. Altro che divo spocchioso, non sparate alla stella. Stamattina brillava al sole: palla incollata, doppio slalom, eurogol. Disegnato a matita, con quelle gambe appuntite. La rete la dipinge, ha il colore nelle vene, l’ha dimostrato sempre nel calcio giovanile, nei tornei in cui ha partecipato, nel campionato Primavera, vinto di recente. E ha dimostrato d’avere confidenza con i derby: nel torneo intitolato a Karol Wojtyla, edizione 2012, segnò un gol magico alla Roma, fu suo il timbro finale. Era una delle prime apparizioni, Keita se ne andò in dribbling partendo da sinistra, rubò il tempo al difensore di turno e piazzò il tiro a girare. La palla finì all’incrocio, sul palo più lontano, sembrò una rete alla Del Piero. E chissà non possa sfoderarne una, Diao, dalla panchina il 22 settembre. Mancano pochi giorni, prende la rincorsa, prepara il salto: “Buongiorno a tutti! Finita la prima seduta e il pranzo, adesso riposo e alle 5:30 più forti. Saluti e baci a tutti! Grazie per il supporto”, cinguetta. Prima del canto, sì, impertinente: vola Keita vola.

Cittaceleste.it

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