Ceccarelli: “Klose è un maestro”

Ceccarelli: “Klose è un maestro”

Dalla Juve Stabia al Lanciano, Tommaso Ceccarelli, talento del vivaio biancoceleste ha tutte la qualità per affermarsi nel calcio che conta. In serie B, con la Juve Stabia non è andata come doveva: ha deciso di cambiare aria e al Lanciano, ora, ci vuole riprovare. Il suo sogno però, è…

Dalla Juve Stabia al Lanciano, Tommaso Ceccarelli, talento del vivaio biancoceleste ha tutte la qualità per affermarsi nel calcio che conta. In serie B, con la Juve Stabia non è andata come doveva: ha deciso di cambiare aria e al Lanciano, ora, ci vuole riprovare. Il suo sogno però, è quello di giocare nella Lazio, la sua squadra… 

 

Tramite le pagine del Corriere Laziale, in un intervista di Fabio Belli ha parlato del suo momento, e del passato in biancoceleste. Voluto il prestito al Lanciano, ma ancora poche le occasioni di scendere in campo: 

“Sono arrivato a Lanciano senza un’adeguata preparazione atletica, ho dovuto lavorare per rimettermi in pari. In più nelle ultime settimane ho avuto un problema alla schiena che mi ha impedito di giocare, ma ora l’ho superato e da questa settimana ho ripreso ad allenarmi a pieno ritmo, da sabato dovrei essere disponibile e spero di avere presto l’opportunità per giocare”.

Differenze rispetto alla precedente esperienza in B con la Juve Stabia: “Sinceramente mi sto trovando molto bene, e soprattutto mi trovo molto meglio col modulo, a Castellammare c’entravo poco con il 4-4-2. Il 4-3-3 di mister Gautieri è ideale per me, posso giocare come attaccante esterno sia a destra che a sinistra. In generale potrei giocare anche alle spalle della punta in un 4-2-3-1, le mie caratteristiche sono quelle che ho messo in mostra negli anni in Primavera, di sicuro quella di esterno puro da centrocampo non è una posizione che amo, penso si possa dire…”

Possibile un ritorno, nel minor tempo possibile, alla Lazio:

“Io preferisco parlare coi fatti, ora è il momento di lavorare a testa bassa e dimostrare sul campo quanto valgo. Ma una cosa è certa, io sono consapevole delle mie potenzialità: ora conosco il campionato di B, spero davvero che potrò avere fiducia, perché so di poterla ripagare, e farò di tutto per riuscire ad esprimermi al massimo delle mie capacità”.

Anni speciali, quelli con la Primavera della Lazio:

“Ho dei bellissimi ricordi legati alla Primavera della Lazio, già indossare la maglia biancoceleste è speciale, poi aver fatto parte di gruppi davvero fortissimi è stato fantastico, peccato non aver raccolto sul campo risultati adeguati al nostro valore complessivo, si poteva vincere di più. In particolare ricordo gli inizi: io sono del ’92, il primo anno in Primavera c’erano molti ’90, ho passato metà campionato praticamente senza giocare mai. In quel periodo sono stati preziosissimi i consigli del mister Sesena, che poi mi ha guidato fino a lanciarmi tra i protagonisti del gruppo. E’ stata una figura fondamentale per me, alla quale sarò sempre riconoscente, ed ancora adesso continuiamo a sentirci.”

Una crescita esponenziale, anche in prima squadra: “C’era un rapporto ottimo con tutti, alla Lazio ci sono giocatori da cui si può imparare molto. Una volta durante una partitella di allenamento ricordo che sbagliai a fare un movimento, e si girò verso di me Klose: invece di arrabbiarsi o di riprendermi, si fermò con calma e da vero maestro mi spiegò come effettuare quella giocata nel modo giusto. Il centravanti tedesco è una grande persona, è il Campione per definizione”.

Nonostante tutto però, nemmeno una presenza in prima squadra:.

“Ci ho sperato tanto, dico la verità. Poi non si è mai presentata l’occasione, anche se a volte forse credevo fosse arrivato il momento. Probabilmente se lo scorso anno invece di andare alla Juve Stabia fossi rimasto, nel finale di stagione ci sarebbe stato spazio per riuscire ad esordire in Serie A, ma penso che sia importante difendere le proprie scelte, in quel momento volevo rimettermi in gioco dopo quasi tre anni di Primavera ed è stato giusto così. Il mio traguardo finale comunque è uno: riuscire a rientrare in quel campo, allo stadio Olimpico, e fare finalmente il salto dalla panchina al rettangolo verde con indosso la maglia della Lazio”.

S.D.

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