Cena Lotito-squadra: patto per l’Europa con i “fedeli”

Cena Lotito-squadra: patto per l’Europa con i “fedeli”

ROMA – Lotito e i cavalieri della tavola rotonda. Prendi un martedì sera, un ristorante nei pressi di Formello, una cena “carbonara” con i giocatori più “fedeli” (meno di una decina) – chiamateli pure senatori – per capire i mali della Lazio, i motivi del crollo clamoroso del girone di…

ROMA – Lotito e i cavalieri della tavola rotonda. Prendi un martedì sera, un ristorante nei pressi di Formello, una cena “carbonara” con i giocatori più “fedeli” (meno di una decina) – chiamateli pure senatori – per capire i mali della Lazio, i motivi del crollo clamoroso del girone di ritorno. Prendi i pensieri del presidente, che pure dopo anni aveva riallacciato i rapporti con la tifoseria. E ora si ritrova invece contestato come ai vecchi tempi. Prendi una domanda, che mai il numero uno si farà: “Per caso, almeno una volta, avrò sbagliato?”. Impossibile, non sono interrogativi che frullano per la sua testa. Certi quesiti vanno posti solo e soltanto alla squadra. Poco importa, se falcidiata – come ogni stagione – dagli infortuni. Lotito crede nei suoi ragazzi, bastano loro a salvarlo ancora: ci sarà un “premio qualificazione” se lo aiuteranno a non perdere l’Europa.


C’era “Mito” al banchetto, che pure è a digiuno da dicembre, prima che gli acciacchi della “vecchiaia” lo lasciassero per mesi nella vasca di ghiaccio. Si potesse ibernare, ci sarebbe un congelatore fisso a Formello per riscaldarlo la domenica. E invece, strano dirlo, pure il panzer è umano. Lo ha spiegato lui stesso a Lotito, che scaccia il dio denaro, ma prega Santa Klose. E in un’acquasantiera immerge i presagi di un’altra stagione gettata sotto l’albero di Natale. Quando al posto del panettone, era forse il caso di comprare uno-due regalini per Petkovic (assente alla cena). Una stagione rigettata ancora a Pasqua, quando era il caso di restituire al tecnico una pecorella smarrita – Zarate – per un attacco stitico e due pastorelli – Diakité e Cavanda – per una difesa colabrodo a pezzi. Nel bicchieri piovevano gocce di vino, martedì sera, per stringere un patto di ferro: da qui al 26 maggio, guai a trasformarle in lacrime amare.

Alberto Abbate

Cittaceleste.it

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