Ciani-Dias, da rivedere

Ciani-Dias, da rivedere

ROMA – La prima dell’inedita coppia Ciani-Dias, nella sfida persa contro il Napoli di Mazzarri, non ha certo entusiasmato per affiatamento e automatismi. Il francese e’ arrivato a Roma con il profilo di potenziale titolare, da affiancare, previo ambientamento, ad uno tra il brasiliano e Giuseppe Biava. Insieme all’italiano nella…

ROMA – La prima dell’inedita coppia Ciani-Dias, nella sfida persa contro il Napoli di Mazzarri, non ha certo entusiasmato per affiatamento e automatismi. Il francese e’ arrivato a Roma con il profilo di potenziale titolare, da affiancare, previo ambientamento, ad uno tra il brasiliano e Giuseppe Biava. Insieme all’italiano nella gara con il Genoa, era andata molto bene, con l’ex-Bordeaux che aveva ben impressionato al suo esordio dal primo minuto. La sua forza fisica, il buon senso della posizione e lo strapotere nei duelli aerei, sono sembrate essere le caratteristiche che mancavano al reparto difensivo biancoceleste.

In effetti è proprio quello che serve, ma quello che è apparso altrettanto evidente, soprattutto di fronte ai rapidissimi partenopei, è anche la perdita di qualche punto sotto l’aspetto della velocità e della reattività. Il tutto sottolineato dalla scarsa prova generale della squadra di mister Petkovic, reo di aver optato per uno schieramento esageratamente offensivo, che non ha garantito il giusto filtro ed equilibrio a centrocampo, mettendo in condizione la difesa di andare incontro ad una figuraccia. Una contingenza dunque poco indicativa, al fine di valutare la prestazione di quella che, sulla carta, potrebbe essere la coppia di centrali titolare, composta da Andrè Dias e Michel Ciani.

Il rischio potrebbe però essere quello di un male assortimento, vista l’attitudine comune di leader difensivi, nonchè la medesima preferenza di agire come centrale sinistro. Oltretutto il difensore ex-San Paolo, è costantemente alle prese con i problemi cartilaginei al ginocchio sinistro, che inevitabilmente, ne influenza le capacita di reazione e aggiunge flemma al reparto. Per quelli che sono i dettami del tecnico croato, che predilige una linea difensiva alta, aggressiva e abile nel praticare la trappola del fuorigioco, lo spartito fin qui costruito non sembra esente da stonature.

Non a caso, sia nel precampionato quanto nelle prime sconfitte in gare ufficiali, i gol degli avversari sono arrivati proprio da lanci a scalvalcare la difesa, come nei casi di Borriello e Cavani che si sono presentati tutti soli davanti a Marchetti. Vladimir Petkovic, nella tipica conferenza post-partita di Napoli-Lazio, si è così espresso sulla prestazione del neo-acquisto transalpino: “Non ha avuto abbastanza tempo per assimilare alcune cose. Qualche disattenzione c’è stata ma ho dovuto schierarlo perchè Biava non era al meglio”.

La traduzione potrebbe essere quantomai scontata, logica anche in considerazioni dei risultati ottenuti fino alla gara contro il Tottenham: Al momento sono solo Dias e Biava a fornire le adeguate garanzie, forti di un affiatamento costruito negl’ultimi due anni e mezzo. Il tempo però non gioca a favore di Ciani, la stagione è ormai entrata nel vivo, senza dimenticare l’assenza di Diakitè che, gioco-forza, costringerà al suo utilizzo. L’auspicio è quello che si possano bruciare le tappe d’apprendimento, di concerto con un ritrovato equilibrio fra tutti i reparti, al fine di non veder tarsformato quello che, con Reja, era un punto di forza, in una rischiosa debolezza.

Francesco Pagliaro

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