Ciao Cosmi, la Lazio vola..

Ciao Cosmi, la Lazio vola..

Dopo il 3-0 di Napoli, nell’ambiente laziale serpeggiava inquietante un sospetto: ma questo Petkovic mica sarà un altro Zeman, con le idee masochisticamente ultraoffensive e il resto? La vittoria contro il Siena, agevole più di quanto non indichi il risultato (2-1, ma gol di Paci nel recupero), fuga i dubbi:…

Dopo il 3-0 di Napoli, nell’ambiente laziale serpeggiava inquietante un sospetto: ma questo Petkovic mica sarà un altro Zeman, con le idee masochisticamente ultraoffensive e il resto? La vittoria contro il Siena, agevole più di quanto non indichi il risultato (2-1, ma gol di Paci nel recupero), fuga i dubbi: no, Petkovic non è zemaniano. Lui, il tecnico della Lazio, è capace di scegliere la concretezza, soprattutto se si è reduci da due sconfitte e un po’ stanchi: nella ripresa, quando il mediano Onazi sostituisce la mezzala Ederson, i centrocampisti difensivi sono addirittura tre. Nel finale, poi, esce Mauri ed entra il terzino Cavanda. «Perché a volte più delle giocate serve il pragmatismo», l’avallo di Lotito. Mosse alla Reja, insomma. E anche questo successo ricorda molte vittorie del predecessore di Petkovic: poco spazio allo spettacolo, ritmo compassato ma l’abilità di colpire al momento giusto. Il fatto poi che l’uomo-partita sia Ederson, al debutto come vice-Hernanes, conforta il tecnico di Sarajevo: «Non siamo Klosedipendenti», aveva urlato in settimana. Il gol del brasiliano, timido nella prestazione ma micidiale nello stacco su corner di Candreva, gli dà ragione. Però il tedesco resta fondamentale: se la Lazio chiude la partita già nel primo tempo è perché lui — steso da Pegolo dopo sciagurato retropassaggio di Vergassola — si procura il rigore che Ledesma realizza. Il portiere del Siena grida alla simulazione, il che fa arrabbiare il campione di fair play. Archiviati gli elogi di mezzo mondo per il gesto del San Paolo, adesso Klose vorrebbe tornare a segnare: non gli capita da 4 partite, record negativo della sua carriera laziale. Ma continua a dare l’esempio ai compagni: applauditissimi i suoi (perfino esagerati) ripiegamenti in copertura. Fischi invece per il tifoso romanista Cosmi, che non riesce a replicare il colpo di Milano, e soprattutto per l’arbitro Russo: sull’1-0 non punisce un’uscita fallosa di Pegolo su Mauri lanciato a rete. Lo stesso Cosmi boccia il direttore di gara, forse nervoso per le recenti accuse di Terlizzi: «C’era l’espulsione del nostro portiere, certo, ma anche un rigore su Calaiò». Proprio l’attaccante ha avuto un’occasione d’oro sullo 0-0: miracolosa la respinta di Marchetti. Avesse segnato, magari il sorprendente “rejalismo” di Petkovic non sarebbe bastato per vincere. Invece la Lazio risale al terzo posto e sorride: tornerà anche lo spettacolo, prima o poi, ma nessuno azzarderà più scomodi paragoni.

Fonte: Giulio Cardone – La Repubblica

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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