Cigarini si mette in tasca la Lazio: game over

Cigarini si mette in tasca la Lazio: game over

Cigarini si mette in tasca la Lazio. Continua il mal di trasferta dei biancocelesti che a Bergamo incassano la terza sconfitta lontano dall’Olimpico. Finisce due a uno per i nerazzurri, decide un goldi Denis a sette minuti dal termine. Undici punti in classifica sui 24 a disposizione, l’Atalanta vince la…

Cigarini si mette in tasca la Lazio. Continua il mal di trasferta dei biancocelesti che a Bergamo incassano la terza sconfitta lontano dall’Olimpico. Finisce due a uno per i nerazzurri, decide un goldi Denis a sette minuti dal termine. Undici punti in classifica sui 24 a disposizione, l’Atalanta vince la partita e supera i biancocelesti in classifica. Petkovic sceglie la new generation, cercando di esaltare il mercato estivo. Perea, Anderson e Biglia dal primo minuto, il figliol prodigo Cavanda sulla fascia. Un colpo di spugna al passato, abbattute le colonne portanti su cui si fondava il progetto vincente della coppa Italia, azzerate le certezze assolute; Klose può attendere, Ledesma è reduce dall’influenza, Candreva intossicato dalle fatiche con la nazionale, l’uruguagio Gonzalez virtualmente stonato dal fuso orario. Ma la new generation, che fa brillare gli occhi del diesse Tare, incassa l’ennesima sconfitta in trasferta. Il brasiliano Felipe Anderson bocciato nell’intervallo, l’argentino Biglia solitamente impalpabile, Cavanda sovrastato da Bonaventura. Poi c’è il colombiano Perea, che segna il momentaneo gol del pareggio sfruttando un errore della difesa avversaria, ma oltre a questo non fa nulla di rilevante, non si vede mai. Se prima c’era il dubbio sulla bontà del mercato portato avanti dal diesse albanese perché Petkovic preferiva la vecchia guardia, ora che l’allenatore bosniaco ha deciso un’inversione di marcia tanto repentina quanto sospetta, iniziano ad arrivare le prime certezze. E sono certezze non certo rassicuranti. E mentre il diesse Tare dichiara che il sogno nel cassetto è quello di fare l’allenatore dell’Albania, Petkovic dovrà spiegare le sue scelte, in controtendenza rispetto alle sue valutazioni iniziali.

In attesa di capire chi fa la formazione, la Lazio incassa un’altra sconfitta che la spinge verso un campionato anonimo. Nel primo quarto d’ora i biancocelesti producono unicamente un tiro sbilenco di Lulic che termina nel settore ospiti popolato da pochi, irriducibili, tifosi laziali. Floccari dà segni di vita, in ogni modo senza graffiare, Biglia rimedia un cartellino giallo da principiante. Un tiro rugbistico di Hernanes finisce sopra i pali, se il pallone fosse ovale sarebbero tre punti. Ma questo è un altro sport. Biglia ci prova dal limite col destro, Consigli blocca senza affanni. Poi Floccari minaccia la porta orobica rimediando unicamente un calcio d’angolo. Si gioca a una porta, la Lazio attacca, la squadra di Colantuono si difende con ordine. Ma appena i padroni di casa si affacciano in area laziale serve il miglior Marchetti per respingere una conclusione ravvicinata di Bonaventura che il portiere biancoceleste allontana salvando il risultato. Poi serve un miracolo in extremis di Cavanda per togliere dalla porta un tocco vellutato di Maxi Moralez che aveva superato Marchetti dopo un assist geniale di Cigarini. L’Atalanta cresce, ora i biancocelesti hanno il fiato corto: la Lazio è sulle gambe, vacilla, non reagisce. Bellini calcia dal limite sfiorando la traversa. A questo punto il gol dei nerazzurri è quasi fisiologico, e arriva a quattro minuti dal termine del primo tempo. Del Grosso affonda sulla sinistra e mette in mezzo, Cigarini riprende la respinta della difesa laziale, e con un destro al volo dal limite dell’area infila Marchetti. Nell’intervallo Petkovic lascia negli spogliatoi Felipe Anderson per mandare in campo Candreva. La Lazio passa al 5-3-2, ma in avvio di ripresa è sempre l’Atalanta a insidiare la porta di Marchetti con un sinistro di Raimondi che supera di poco la traversa. La Lazio pareggia dopo otto minuti sfruttando una dormita della difesa atalantina. Lulic mette in mezzo, Del Grosso e Lucchini non intervengono, e Perea mette dentro da pochi passi. Ora i biancocelesti tornano in partita. Hernanes impegna Consigli su punizione, il tiro è indirizzato nell’angolo di sinistra, ma il portiere è reattivo e respinge. L’Atalanta torna dalle parti dell’area laziale: Denis dialoga con Maxi Moralez e batte a rete, il tiro dell’argentino è respinto da Ciani. Bonaventura salta Cavanda e mette in mezzo, Maxi Moralez anticipa tutti sul primo palo ma non trova il bersaglio. Poi l’argentino ci prova ancora, trovando Marchetti ben piazzato. La partita è equilibrata, la Lazio quando riparte sembra più determinata. Un paio di spunti interessanti di Hernanes, una punizione dal limite di Candreva che il laziale non capitalizza, poi la replica di Raimondi che torna a minacciare la porta di Marchetti. Ben più pericoloso il tentativo di Hernanes che sfiora il palo con un destro dalla distanza. Petkovic getta nella mischia Keita al posto di Floccari, dall’altra parte Colantuono è costretto a rinunciare a Bonaventura dopo aver perso – sempre per infortunio – anche Bellini. Il piccolo aquilotto ci prova subito, con un destro che Consigli controlla senza patemi. Il gioco dei biancocelesti poggia su Lulic ed Hernanes, ogni pallone passa per i loro piedi, sugli esterni Candreva e Keita portano insidie e qualità. Entra anche Klose al posto di Hernanes, per dare maggior forza d’urto all’attacco. L’Atalanta toglie dal campo anche Maxi Moralez infoltendo il centrocampo con Baselli: sembra una mossa per bloccare il risultato di parità. Ma a sette minuti dal termine Cigarini tira fuori dal cilindro un altro colpo fenomenale servendo Denis: l’argentino parte sul filo del fuorigioco, (lo tiene in gioco Ciani) si invola verso la porta laziale, mette a sedere Marchetti e mette dentro a porta vuota. Game over.

Cittaceleste.it

 

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