Colpo Perea, l’esperto: ”Ricorda Torres..”

Colpo Perea, l’esperto: ”Ricorda Torres..”

ROMA – La Lazio pensa al futuro. E questa volta lo fa con largo anticipo. Nonostante per Miro Klose il tempo sembri essersi fermato, prima o poi qualcuno dovrà raccoglierne l’eredità. Il campione tedesco ha ancora un anno e mezzo di contratto, alla fine del quale si troverà sulla soglia…

ROMA – La Lazio pensa al futuro. E questa volta lo fa con largo anticipo. Nonostante per Miro Klose il tempo sembri essersi fermato, prima o poi qualcuno dovrà raccoglierne l’eredità. Il campione tedesco ha ancora un anno e mezzo di contratto, alla fine del quale si troverà sulla soglia dei 36 anni. Ragion per cui nel progetto biancoceleste si è realizzata la necessità di inserire un giovane talento, l’attaccante colombiano classe ’93 Brayan Perea, gioiellino del Deportivo Calì. Una trattativa condotta dal Ds Tare a fari spenti, che l’ha strappato ad una concorrente notoriamente attenta e capace in ambito giovanile, come l’Udinese di Giampaolo Pozzo, che dalla Colombia ha attinto a piene mani portando calciatori del calibro di Zapata, Muriel e Cuadrado. Un’operazione, quella che legherà Perea al club capitolino dal 1 luglio 2013, da oltre tre milioni di euro.



LA SCHEDA – Brayan Perea, detto “el Coco”, è una prima punta molto agile e veloce nonostante altezza e stazza non indifferente, 1.89 cm per 80 Kg di peso. Ambidestro, è dotato un un ottimo dribbling e di buona tecnica, anche per questo all’occorrenza può essere impiegato da seconda punta. Nellla sua squadra di club (6 gol in 36 presenze ndr), è stato spesso utilizzato in un tridente d’attacco come attaccante esterno, mentre nella Nazionale under20 si muove da unico terminale offensivo. Nell’unico gol realizzato contro l’Argentina nel mondiale di categoria in corso, ha messo in mostra le sue doti aeree con uno stacco in anticipo sul quotatissimo Centurion(acquistato dall’Anzhi per 9 milioni di euro ndr), sfruttando l’assist del pescarese Quintero. Sotto il profilo realizzativo ad ogni modo, c’è ancora da migliorare come raccontano i numeri.

L’INTERVISTA– Per saperne di più, abbiamo contattato un esperto di calcio sudamericano, ma soprattutto colombiano: Federico Spada. Agente Fifa, vive in Colombia 6 mesi l’anno, uno che “El Coco” l’ha visto crescere sin dall’esordio fino ai giorni nostri. Tanto nella Liga Postobon, quanto in tutte le partite del mondiale disputate. Ci ha risposto direttamente da Bogotà, dove attende di vedere proprio la Colombia nella partita finale contro il Paraguay. Ecco quanto dichiarato ai nostri microfoni:

Brayan Perea alla Lazio. Cosa ne pensi?

“Mi stupisce, pensavo che l’Udinese non se lo facesse scappare. Anche se deve ancora crescere dal punto di vista della continuità, tanto che sia nel Deportivo quanto nella nazionale sub 20 non è un titolare fisso, certamente stiamo parlando di un giocatore che promette benissimo. Lui è scoppiato alla ribalta degli osservatori grazie ad un gol incredibile nella sfida più importante del panorama calcistico locale, quella contro l’Atletico Nacional, dopo un’azione personale partita da metà campo e conclusa con un cucchiaio di destro strepitoso”.

In quale modulo lo vedresti più adatto?

“Nel 4-2-3-1 sarebbe perfetto, ma in generale in tutti i sistemi che prevedono l’unica punta. Ma potrebbe funzionare bene anche in coppia con una seconda punta, o trequartista avanzato. Ho visto giocare la Lazio, credo che si inserirebbe bene nel suo stile di gioco”.

A chi lo paragoneresti tra i calciatori in attività?

“Con le dovute proporzioni, mi ricorda il primo Fernando Torres. Quello che iniziava a far parlare di sè nell’Atletico Madrid, con meno tecnica”.

Pronto per il campionato italiano?

“Fisicamente non avrà problemi, perchè parliamo di un ragazzo che, seppur longilineo, ha una struttura fisica importante che però va ancora sviluppata dal punto di vista muscolare. Calcia con entrambi i piedi, sale bene di testa. In Europa potrà certamente adattarsi benissimo, anche perchè a livello di rapidità è molto forte e sa dare profondità all’azione. Sullo stretto c’è da migliorare, ma per questo ci sarà tempo. In patria dicono sia l’erede di Muriel, questo può già dare una dimensione delle potenzialità del ragazzo. Però parliamo di un giocatore più di prospettiva che di presente, pur avendo tutti i connotati di uno che può fare la differenza”.

Operazione dunque da considerare intelligente?

“Il calcio colombiano è un calcio in crescita, che ha grossi protagonisti in tutto il mondo e ha il vantaggio di avere un mercato a costi contenuti. Bravi Tare e Lotito, che hanno fatto un vero e proprio investimento per il futuro. Ripeto, anche se non è certo stato il più brillante in questo mondiale, Brayan Perea è un talento da tenere d’occhio con grossi margini di miglioramento. La serie A certo è tutta un’altra realtà con cui dovrà misurarsi, ma ha tutte le carte in regola per fare bene. Poi sento che a Roma si parla sempre di un vice-Klose. Lui potrà farlo, crescendo alle sue spalle nel rispetto della tempistica necessaria”.


 

Francesco Pagliaro

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy