COMMENTO – Storia di un pareggio annunciato

COMMENTO – Storia di un pareggio annunciato

di Simone Pieretti Nella notte del ricordo di Silvio Piola alla Lazio manca il gol. Una Lazio stanca, una Fiorentina spuntata: finisce zero a zero il posticipo della settima giornata, che lascia i biancocelesti nel limbo del “vorrei ma non posso”. Dopo i successi contro Udinese, Chievo e Catania, la…

di Simone Pieretti

Nella notte del ricordo di Silvio Piola alla Lazio manca il gol. Una Lazio stanca, una Fiorentina spuntata: finisce zero a zero il posticipo della settima giornata, che lascia i biancocelesti nel limbo del “vorrei ma non posso”. Dopo i successi contro Udinese, Chievo e Catania, la squadra di Petkovic perde i primi due punti in casa contro una Fiorentina che scende all’Olimpico con l’unico obiettivo di limitare i danni. Petkovic manda in campo la stessa formazione schierata in Turchia giovedì scorso col Trabzonspor, ancora panchina per Ledesma, Gozalez e Floccari. E’ ancora la Lazio dei giovani con Felipe Anderson, Perea, Onazi. La difesa è obbligata, a centrocampo le alternative non mancano ma il tecnido di Sarajevo sceglie la qualità. La maglia storica per celebrare il centenario della nascita del centravanti più prolifico della storia del campionato italiano è bellissima: la Lazio sceglie di abbinare alla casacca con i colori del cielo, i calzoncini bianchi e i calzettoni neri, come la divisa indossata a cavallo tra gli anni ’30 e ’40. In avvio Perea sbaglia un’opportunità che meriterebbe miglior sorte: il colombiano fa tutto bene, compreso il dribbling a rientrare, ma al momento del tiro fallisce clamorosamente il bersaglio. Felipe Anderson mostra tutte le sue qualità tecniche con tocchi felpati che esaltano la folla. Hernanes mette alla prova i riflessi di Neto, poi il brasiliano non riesce a capitalizzare un calcio di punizione dal limite che esce di una spanna. In mezzo al campo c’è tanta qualità: Borja Valero, Pizarro e Aquilani da una parte, Felipe Anderson, Hernanes e Candreva dall’altra, ma dai loro piedi educati all’arte pedatoria non arrivano – almeno nel primo tempo – spunti degni di cronaca. La Fiorentina è eccessivamente remissiva: si difende con dieci uomini dietro la linea della palla, e quando riparte non trova mai slancio e velocità. Ne esce un fraseggio monotono che la Lazio fronteggia senza troppi affanni. I biancocelesti, dall’altra parte, non trovano spazio nella metà campo viola, trafficata quanto il Grande Raccordo Anulare all’ora di punta. In tutto questo marasma non spicca Biglia, che si limita a fare il lavoro sporco. 

 Nella ripresa Petkovic prova a mischiare le carte mandando in campo Floccari al posto di Felipe Anderson. Marchetti interviene dopo un’ora, per respingere una punizione velenosa di Rossi, ma la Fiorentina cresce, mentre la Lazio arretra il suo raggio d’azione. Floccari ha sul sinistro una buona occasione: fa tutto nel migliore dei modi, ma trova Neto sulla propria strada. Il portiere salva ancora i toscani sul destro dal limite di Hernanes, poi Candreva calcia malamente in diagonale da buona posizione.  Va meglio col sinistro, ma il tiro mancino sfiora l’esterno della rete dando l’illusione del gol. La Lazio ci prova ancora, ma l’arrembaggio finale non regala ulteriori emozioni. Finisce zero a zero. Ora la sosta, che consentirà a Petkovic di recuperare numerosi assenti. L’assenza del vero Klose inizia a pesare. Ma il tedesco dovrà essere un giocatore diverso rispetto a quello visto in questo avvio di stagione. Altrimenti mancherà il centravanti. Altrimenti mancherà Piola. Unico, inimitabile, irraggiungibile. (Cittaceleste.it)  

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