La Lazio ha i numeri per scrivere la storia…

La Lazio ha i numeri per scrivere la storia…

La storia biancoceleste è lì, a portata di mano per Vladimir Petkovic perché ne possa prendere ispirazione per far continuare una tradizione positiva. Precedenti che ancora riempiono d’orgoglio i tifosi della Lazio. L’ultimo è bellissimo, ma prima della sfida di questa sera contro la corazzata Juve costruita da Conte è…

La storia biancoceleste è lì, a portata di mano per Vladimir Petkovic perché ne possa prendere ispirazione per far continuare una tradizione positiva. Precedenti che ancora riempiono d’orgoglio i tifosi della Lazio. L’ultimo è bellissimo, ma prima della sfida di questa sera contro la corazzata Juve costruita da Conte è bene riavvolgere il nastro e andare indietro con la memoria. Molto indietro.

LA “PRIMA” – Il bilancio degli incontri disputati dalla Lazio a Torino contro la Juve in Coppa Italia sorride ai biancocelesti: quattro successi, due pareggi e tre sconfitte. La storia parte da lontano, da un lontano 27 settembre 1942. La prima fu laziale. Grinta, rimonta, dati salienti che non avrebbero mai abbandonato la squadra. Ventimiglia era stato l’eroe di giornata in casa bianconera, ma per due volte la Juve fu raggiunta e infine superata. Ottavi superati passati brillantemente. Il disco rosso sarebbe arrivato nel turno successivo per mano della Roma. Nel 1958 invece la vittoria fu piena, completa: Tozzi-Fumagalli e la Juve va al tappeto allo stadio Olimpico. In finale la Fiorentina: battuta e primo trofeo in bacheca.

LA VENDETTA – La Juve aspetta due anni prima di assestare il colpo della vendetta. Pesante. Un tre a zero che permette ai bianconeri di arrivare in finale e poi di alzare la Coppa. Dopo due antipasti piuttosto lontani, si arriva al calcio a colori. Precisamente al 1995: l’andata si giocò all’Olimpico e terminò a reti inviolate, la semifinale fu decisa nella gara di ritorno a Torino quando la Juve si impose per due a uno. Tre anni dopo è ancora confronto Lazio-Juve. L’andata della semifinale è al Delle Alpi. Splendido protagonista è il croato Alen Boksic. I biancocelesti accederanno poi alla finale, dove batteranno il Milan.



RICORDI FRESCHI – La stagione 1999-2000 porta indelebili i nomi di Ravenelli e Mancini. Il rigore di penna bianca e il guizzo dell’attuale allenatore del Manchester City non firmarono tuttavia una vittoria, bensì resero meno amara la sconfitta dell’andata disputata a Torino. E proprio i loro due gol però risultarono decisivi, quando nel retour match la Lazio fu spinta dalle reti ancora di Boksic e quindi del “cholo” Simeone. Eriksson sfruttò al meglio l’occasione e gli si aprirono le porte della finale poi conquistata ai danni dell’Inter.

VITTORIA A DOMICILIO – Nel 2004 la Lazio vince il trofeo proprio a Torino. I biancocelesti si presentano forti di due gol maturati all’Olimpico. Trezeguet e Del Piero riescono a pareggiare i conti, ma Corradi e Fiore firmeranno un pareggio che significa conquista della Coppa Italia. Con Mancini in panchina, poco prima dell’arrivo di Lotito.

GRAZIE DELIO – La vittoria e l’addio. L’ultimo precedente risale al 22 aprile 2009. La Lazio vince 2-1 grazie alle reti di Zarate e Kolarov e la finale è conquistata. Sarà la quarta finale (su 5 complessive) che la Lazio riuscirà ad aggiudicarsi la manifestazione dopo avere incrociato la Juventus sulla sua strada. Rossi trionfa e poi Lotito gli dà il benservito.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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