FINALE PRIMAVERA – L’andata va alla Roma

FINALE PRIMAVERA – L’andata va alla Roma

ROMA – Stadio Olimpico e tifosi che riempono le curve: come i grandi. Eppure questa volta nel rettangolo di gioco ci sono i ragazzi della primavera. E’ derby, ma non un derby qualsiasi: è il primo atto della coppa Italia. I padroni di casa, in questi primi novanta minuti, fanno…

ROMA – Stadio Olimpico e tifosi che riempono le curve: come i grandi. Eppure questa volta nel rettangolo di gioco ci sono i ragazzi della primavera. E’ derby, ma non un derby qualsiasi: è il primo atto della coppa Italia. I padroni di casa, in questi primi novanta minuti, fanno da padroni di casa in tutti i sensi. Un primo tempo dai ritmi molto bassi e un duplice fischio finale che arriva a reti bianche. SOlamente due occasioni importanti nei primi 45 minuti: Sanabria e Tounkara gli unici che provano ad animare il match. L’inizio del secondo tempo lascia ben sperare, ma è solo l’impressione iniziale che poi lascia nuovamente spazio alla noia. Lazio timida quanto la Roma e partita che si anima solo sulle fasce. La presenza di Sammartino da una parte e Oikonomidis dall’altra rende qualche momento più piacevole.

 

Le ripartenze del giallorosso, però, si rendono più pericolose rispetto a quelle del greco-australiano e la difesa biancoceleste è chiamata a fare gli straordinari: anche questa volta c’è bisogno di Guerrieri superstar. Nel secondo tempo, Simone Inzaghi ha l’illuminazione: fuori Seck e dentro Germoni. E la partita cambia. Ma per la Roma. Il neo entrato trattiene Verde e regala un calcio di rigore ai cugini. Parata di Guido Guerrieri che, però, sulla ribattuta nulla può. E’ gol. Ed  vantaggio della Roma. Poi la rezione della Lazio con un Tounkara rigenerato. Ma è solo un’occasione. Da lì al novantesimo è un succedersi di crampi da una parte e dall’altra. Cinque minuti di recupero mentre i ragazzi, colpiti dal primo caldo, continuano a cadere nel bel mezzo del campo un dopo l’altro. Bisogna aspettare il 95′ per gioire ad un gol della Lazio. Già si parlava di Palombi il salvatore, ma la gioia dura al massimo trenta secondi: il guardalinee alza la bandierina e annulla tutto. Anche la gioia della curva nord che continuava a sventolare le bandiere. Ma è solo il primo atto. Mancano novanta minuti che si giocheranno il primo maggio, ma la Lazio ripartirà dallo svantaggio. Decide Verde, il più esperto in campo, ma la Lazio è abituata a soffrire: in tutte le categorie.

Citaceleste.it

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