Cragnotti, “Seguo ancora la Lazio”

Cragnotti, “Seguo ancora la Lazio”

ROMA – Sergio Cragnotti, ex Presidente Biancoceleste, è intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di RadioSei, raccontando la maniera in cui vive la Lazio oggi, e dicendo la sua sulla squadra allestita dalla società, almeno da un paio di anni costantemente presente ai vertici della Serie A. Vede ancora la Lazio?…

ROMA – Sergio Cragnotti, ex Presidente Biancoceleste, è intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di RadioSei, raccontando la maniera in cui vive la Lazio oggi, e dicendo la sua sulla squadra allestita dalla società, almeno da un paio di anni costantemente presente ai vertici della Serie A.

Vede ancora la Lazio? Cosa significano partite come queste?

Seguo le partite, qualcuna in particolare, come quella di domani. Queste sono partite speciali, sentite da tutti: dirigenza, presidente e specialmente dai tifosi. In scotri diretti come questi si vede il carattere, la combattività della squadra e la voglia di vincere. Sono sfide essenziali per il campionato, perchè solo tre squadre vanno in Champions League, quindi la lotta sarà durissima. Poi dipende tutto dal risultato, si può andare dalle stelle alle stalle.

Una sfida da era-Cragnotti?

“Alla mia epoca si lottava sempre, erano sempre scontri al vertice. Anche adesso però, mi sembra di vedere la stessa cosa. Se il Milan, invece, dovesse fare bene in questa partita, si rilancerebbe”

Questa squadra può ripercorrere le orme di quella vincente sotto la sua presidenza?

All’epoca ci abbiamo messo parecchio tempo: siamo partiti nel 1992, mentre i primi risultati arrivarono nella stagione ’97/’98. In tutto ci sono voluti cinque anni, del resto ci vuole tempo per organizzare una squadra che possa lottare per lo Scudetto. Poi dipende anche dal numero di avversari. Io credo che quest’anno il grande traguardo possa essere raggiunto, se ci crede può fare grandi risultati. Non ci sono squadre insuperabili, la stessa Juventus  non è imbattibile”.

Qual’è il segreto?

“Dipende dalla costanza, dalla voglia e dallo spogliatoio, non è una cosa che dipende solo dalla dirigenza. Questi sono i giocatori, ci sono anche grossi ricambi. In considerazione dellla mediocrità di questo campionato, si può arrivare in alto”.

Da una sponda all’altra. Lei si è sempre distinto per i toni del rapporto con i cugini della Roma..

La rivalità deve esserci sempre, ma le forze si devono unire, nel momento in cui la città di Roma deve rivendicare il suo posto nel calcio italiano. Lo ritengo necessario ancora oggi. Ricordo ancora le battaglie, necessarie, che facemmo con Sensi in Lega e in Federcalcio. Invece l’egemonia cittadina, il modo sarcastico di seguire le vicende delle due squadre fa parte dell’ambiente”.

Qualche rimpianto per non essere riuscito ad anticipare i tempi anche sulla questione stadi?

“E’ stato senz’altro un elemento negativo della mia gestione. Noi partimmo con progetti già pronti e presentati in Comune nel 1995/96. Non si parlava di aree residenziali, ma solo dello stadio da realizzare in zona Bufalotta. La cosa però non andò in porto per evidenti interessi politici. Ancora oggi, ogni tanto, mi guardo il progetto che conservo sulla mia scrivania”.

Che rapporti ha con l’attuale presidente Lotito?

Non lo sento e lo conosco pochissimo. Ad ogni modo ormai sono totalmente estraneo al mondo del calcio. Seguo sempre la Lazio certo, ma questo non mi  basta per entrare nei discorsi riguardanti li club, non credo neanche che sia necessario”.

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