CURIOSILAZIO – Ederson s’immerge nell’acquasantiera dello Zoomarine

CURIOSILAZIO – Ederson s’immerge nell’acquasantiera dello Zoomarine

ROMA – Continua a immergersi nell’acqua…santa? Benedice quelle “maledette” ali, l’aquila Ederson, è diventata quasi un’ossessione. Forse, il migliore del ritiro di Auronzo di Cadore, appannato però nelle ultime uscite. Si pensava potesse essere il titolare domenica sera contro la Juve, ha perso qualche posizione nelle ultime settimane. Ma nulla…

ROMA – Continua a immergersi nell’acqua…santa? Benedice quelle “maledette” ali, l’aquila Ederson, è diventata quasi un’ossessione. Forse, il migliore del ritiro di Auronzo di Cadore, appannato però nelle ultime uscite. Si pensava potesse essere il titolare domenica sera contro la Juve, ha perso qualche posizione nelle ultime settimane. Ma nulla è scontato, Vlado lo tiene in alta considerazione. S’è ricaricato ieri, il brasiliano, al parco Zoomarine di Torvaianica, oggi pomeriggio riprenderà a correre a Formello col gruppo, dopo due giorni di riposo. Alle spalle un’altra stagione tormentata, il sole s’è appena riacceso. Ed è già ripartito dall’alto, Honorato, per atterrare sull’anno che verrà con un meraviglioso sorriso. Immortalato dal tifoso, che ha spedito questa foto-ricordo a Cittaceleste.it.

CALVARIO INFINITO – Un calvario infinito e intermittente. Iniziato al suo sbarco da neolaziale ad Auronzo, con quel crack al ginocchio destro. Tutti lo aspettavano, il brasiliano era tornato in campo contro il Siena e il Maribor, aveva scovato due perle: volo di nuovo interrotto a mezz’aria. Aveva assaporato il recupero durante la pausa, s’era rialzato prima di precipitare – dopo un paio d’allenamenti – alla vigilia del match col Milan: si pensava a un risentimento, il brasiliano s’era stirato. Fisioterapia e grinta, quindi un’altra ricaduta. Neanche il tempo d’affacciarsi dall’infermeria: Ederson bloccato in perenne rampa di rilancio.

IL VOLO INTERROTTO – Impossibile sganciarlo senza paracadute, eppure sarebbe stato così bello planare sulle ali di Ederson, ali portafortuna per la Lazio. Quel primo volo non si scorderà mai: Ederson s’era alzato in cielo e bucato Pegolo con una testata furiosa. S’era preso i tre punti in classifica e un paio sul labbro per una gomitata di Vergassola. Primo pasto col Siena, quindi il bis – una manciata d’ore dopo – col Maribor, da centravanti velenoso. In sessantanove minuti, senza una boccata d’ossigeno, s’era divorato gli applausi della Nord. Quindi quella fitta all’inguine, poi un altro stiramento prima di respirare solo la gioia della Coppa Italia.

Gabriele Gerini

Cittaceleste.it

 

 

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