Da derby a derby: Petko vs Ferreira

Da derby a derby: Petko vs Ferreira

ROMA – La sfida fra Lazio e Panathinaikos potrebbe risultare decisiva in prospettiva qualificazione. Proprio per questo motivo, Petkovic deve innalzare il livello di concentrazione del suo gruppo dopo la debacle di Catania. Si è preso grandissime responsabilità in terra siciliana. Le ha, ma il rischio ora è che il…

ROMA – La sfida fra Lazio e Panathinaikos potrebbe risultare decisiva in prospettiva qualificazione. Proprio per questo motivo, Petkovic deve innalzare il livello di concentrazione del suo gruppo dopo la debacle di Catania. Si è preso grandissime responsabilità in terra siciliana. Le ha, ma il rischio ora è che il gruppo scarichi sul suo allenatore le proprie colpe. Le mancate diagonali di Cavanda e Konko, un cinismo che non c’è li davanti, una fantasia offuscata sulla trequarti: “Mi assumo la responsabilità per la sconfitta. Una squadra che vuole essere di vertice non può fare una prestazione così. Quelli di Catania erano tre punti molto importanti che abbiamo lasciato per strada e le responsabilità sono tutte mie. Quindi dobbiamo mantenere i piedi per terra e ricominciare a lavorare con umiltà, impegno e determinazione, dimenticando le quattro partite senza vittorie”.

E fin qui, va bene. Ma la frase chiave per battere il collega Ferreira, è probabilmente questa: “La Roma? Il Derby non è una partita come le altre, ma prima c’è il Panathinaikos”. Il tecnico di Sarajevo dovrà essere bravo a motivare i suoi. Ha dimostrato intelligenza e capacità di guida del gruppo nel post Catania, anche perché non è certo colpa sua se li davanti si ritrova un Rocchi che, fra Torino e siciliani si divora due gol a porta vuota. Non è colpa sua se, mancando Ledesma, si deve affidare a Lorik Cana, bravo nel contrastare, ma in fase di costruzione con lacune devastanti per gli automatismi. Non è colpa sua se, nell’imprimere una mentalità offensiva, si rende conto che, in una giornata di ‘pausa mentale’ per Mauri, Hernanes e Candreva, non ci sono alternative.

Dall’altra parte, Ferreira, può sorridere. Il suo Panathinaikos doveva affrontare una settimana diametralmente opposta a quella biancoceleste: il Derby prima dell’Europa League. Il trifoglio non ha deluso. Uno a zero all’AEK Atene, con rete di Toché, in gol anche contro la Lazio, all’andata. L’allenatore non è però soddisfatto. La sua squadra continua a non giocare al massimo delle sue possibilità. Il momento dei ragazzi in verde è positivo, ma due vittorie e tre pareggi nelle ultime cinque sfide di campionato non sono quanto il tecnico voleva. Christodoupoulous & co. Giocano a sprazzi, ed è proprio questo gioco poco lineare e costante che non piace a Ferreira. Qualche dato su questa guida anziana è comunque d’obbligo. Per chi non lo sa, è infatti detentore di un record che, a livello internazionale, lo rende più esperto di Petkovic. Ex tecnico del Portogallo Under 21 e vice della nazionale maggiore ha allenato in terra lusitana Benfica e SC Braga, prima di vincere tre titoli consecutivi, ed è questo il record, alla guida dell’FC Porto. A ottobre 2010 ha assunto la guida del Panathinaikos con la volontà di portare il trifoglio alla vittoria nonostante il ridimensionamento dato da una crisi economica senza precedenti. Come? Con il gioco naturalmente. Da qui l’arrivo di calciatori rapidi sulle fasce e tecnici nel mezzo. In campo europeo, però, il suo Pana è un lumicino rispetto a quello degli anni 90′, prima decade del secolo in corso.

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