Da Reja a Petkovic: Il Natale è più ricco

Da Reja a Petkovic: Il Natale è più ricco

ROMA – Natali a confronto. Da quello della stagione passata sotto la guida di Edy Reja, a quello di quest’anno con il nuovo corso targato Petkovic. Si parte dalla posizione in classifica che i tifosi hanno trovato sotto l’albero: nel 2011 con 29 punti quarti (dietro Juve, Milan e Udinese)…

ROMA – Natali a confronto. Da quello della stagione passata sotto la guida di Edy Reja, a quello di quest’anno con il nuovo corso targato Petkovic. Si parte dalla posizione in classifica che i tifosi hanno trovato sotto l’albero: nel 2011 con 29 punti quarti (dietro Juve, Milan e Udinese) dopo sedici giornate, mentre nel 2012 giunti alla 18ima giornata, ci si attesta a quota 36 dietro alla Juventus capolista. Un bella differenza, anche perchè questa volta ci si è preparati alle feste con una vittoria in trasferta (0-1 alla Sampdoria), in opposizione al pareggio interno con l’Udinese(2-2) del 18 dicembre dell’anno prima. Anche a parità di partite disputate, il buon Petkovic può vantare un +3 in classifica rispetto al suo predecessore. Quello che è paradossale è il dato dei gol fatti e subiti, che invece vede Reja in vantaggio sul suo successore. Ventisette le reti del “difensivista” friulano, contro le 26 del conclamato offensivista croato; sono invece, rispettivamente,  17 e 18 le volte che Marchetti ha raccolto il pallone in fondo al sacco. Il miglioramento dunque, è fin ora tangibile anche grazie ad un maggior pragmatismo e buona sorte del tecnico ex-Syon. 

Dal campionato all’Europa League. Anche qui il cammino biancoceleste racconta di un balzo in avanti, documentato non solo da un rendimento più costante (nessuna sconfitta e miglior difesa nelle competizioni europee), ma anche dal primo posto ottenuto in un girone sicuramente più impegnativo(Tottenham, Maribor, Panathinaikos) se paragonato al precedente(Vaslui, Zurigo, Sporting Lisbona). Qui invece, Petkovic ha dimostrato un profilo più internazionale a confronto con Reja, segnado nove reti totali (2 quelle al passivo), contro le sette all’attivo e ben 5 al passivo del goriziano. Anche in questo caso la differenza punti è di tre lunghezze.

Ora i singoli. Con Petkovic quelli più rappresentativi si sono esaltati. Hernanes ha fatto registrare un incremento in fase realizzativa, passando dalle quattro segnature del 2011 alle alle sette dell’annata in corso. Meglio anche Miroslav Klose,  a quota dieci a dispetto degli otto centri datati 15 gennaio 2012. Anche qui il paragone è sulla base delle 18 giornate disputate, ma anche uniformando la statistica al dato del Natale precedente (16 giornate), sie il tedesco che il brasiliano fanno registrare, rispettivamente, un saldo positivo di +2 e +3 marcature. Senad Lulic l’unica nota stonata. L’esterno bosniaco quest’anno sembra vivere una leggera involuzione tecnica, che non l’ha fatto mai finire sul tabellino dei marcatori, dove si era invece appuntato per tre volte nella stagione passata.

Il bilancio complessivo è quindi a favore di Vladimir Petkovic, che ha impattato alla grande nella sua prima vera esperienza in una realtà di alto livello, come quella laziale. Preso a scatola chiusa da Tare e Lotito, nello stupore generale di un nome praticamente sconosciuto, accompagnato da un decrescente scetticismo, è lui la vera sorpresa di questo Natale biancoceleste. Con l’auspicio che il regalo finale sia ancora tutto da scartare, che sia una qualificazione in Champions, o chissà, qualcosa di ancor più grande e inaspettato.

Francesco Pagliaro

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