Decadenza Lotito: il Coni cerca chiarimenti

Decadenza Lotito: il Coni cerca chiarimenti

ROMA – Claudio Lotito rischia o no la decadenza dalle cariche sportive? La questione, sollevata da «Federsupporter» a seguito della sentenza di (parziale) condanna emessa dalla Cassazione nei confronti di Lotito per omessa alienazione di partecipazioni della società biancoceleste, ha trovato una prima, parziale risposta da parte del Coni. Nessun…

ROMA – Claudio Lotito rischia o no la decadenza dalle cariche sportive? La questione, sollevata da «Federsupporter» a seguito della sentenza di (parziale) condanna emessa dalla Cassazione nei confronti di Lotito per omessa alienazione di partecipazioni della società biancoceleste, ha trovato una prima, parziale risposta da parte del Coni. Nessun verdetto definitivo, sia chiaro, anche perché il caso deve essere districato dalla Federcalcio: la presunta regola sportiva violata è contenuta infatti nell’articolo 22 delle Norme organizzative della Figc, secondo cui i soggetti condannati con sentenza passata in giudicato decadono da ogni carica sportiva (Lotito è presidente della Lazio e consigliere federale). La battaglia tra «accusa» (la Cassazione ha rimandato alla Corte d’Appello solo la determinazione della pena, dunque la sentenza è passata in giudicato) e difesa (senza la pena non c’è condanna) è aperta. Abete ha chiesto un parere all’ufficio legale, ma in via Allegri tutto tace anche se venerdì è in programma il Consiglio federale.

 

Per questo Malagò ha sollecitato la Figc ad inviare al Coni la documentazione sul caso e oggi ribadirà la richiesta a margine della riunione della Giunta, dove si parlerà anche delle discusse norme sulla discriminazione territoriale, unicum italico come ribadito dall’Alta Corte. Pur rigettando il ricorso della Roma contro la chiusura di curve e distinti per la sfida all’Inter, i giudici hanno invitato Giunta Coni e Consiglio Figc a valutare congruità e applicabilità delle attuali regole: oggi Malagò ne parlerà con Abete, venerdì la questione sbarcherà in Figc. Intanto il Consiglio della Lega di A, riunito a Milano, ha rinviato il discorso sull’abolizione delle comproprietà aprendo invece la strada verso il tetto alle rose (massimo 25 giocatori) e l’adozione anche in Italia del fair play finanziario targato Uefa.

Il Tempo

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