DERBY – Castroman: Il gol più bello della vita!

DERBY – Castroman: Il gol più bello della vita!

29 aprile 2001, la Roma viaggia veloce verso lo scudetto, la Lazio campione d’Italia non vuole lasciare un titolo inseguito per anni. Il derby della 28ª giornata sembra però segnato: Batistuta e Delvecchio hanno regalato un doppio importante vantaggio ai giallorossi e la saetta di Nedved a un quarto d’ora…

29 aprile 2001, la Roma viaggia veloce verso lo scudetto, la Lazio campione d’Italia non vuole lasciare un titolo inseguito per anni. Il derby della 28ª giornata sembra però segnato: Batistuta e Delvecchio hanno regalato un doppio importante vantaggio ai giallorossi e la saetta di Nedved a un quarto d’ora dal termine sembra il classico gol della bandiera per i biancocelesti guidati da Zoff. Quando tutto appare ormai perduto, però, ecco il colpo di scena. Mancano venti secondi al termine del quinto e ultimo minuto di recupero concesso da Braschi, l’angolo battuto da Mihajlovic viene messo fuori dalla difesa giallorossa, ma la palla termina sui piedi di Lucas Castroman, appostato al limite dell’area: il destro dell’argentino è potente e preciso, Antonioli deve arrendersi. La Lazio può esultare, la Roma deve rinviare la gioia.
Castroman, per lei fu il primo gol con la Lazio.
«E il più bello della mia vita. Non solo per la qualità, ma anche per l’importanza e il momento in cui arrivò, all’ultimo minuto di una gara quasi persa: sarebbe stato brutto vedere la Roma festeggiare con il giro di campo. Ricordo benissimo la gioia vissuta».
Ce la racconti.
«Vidi il gol mentre il pallone stava per arrivare, chiusi gli occhi e calciai. Mio cugino mi guidò dal cielo: era scomparso alcuni mesi prima, per me era una guida, in quel momento lo sentii vicino. Fu un attimo speciale: da allora e per tutte le partite ho portato sempre con me una maglietta con la sua foto».
Ha vissuto tanti derby in carriera, in Italia, Argentina, Messico: quali le differenze?
«Il derby di Roma regala sempre emozioni incredibili perché è una vera e propria festa. Da calciatore i momenti più belli li ho vissuti nella Lazio: è splendido vedere come le curve preparano la partita, gli striscioni, le coreografie e le prese in giro. In Messico i derby sono più tranquilli, mentre in Argentina sono pericolosi: purtroppo la gente sta rovinando il calcio, allo stadio può sempre accadere qualcosa, bisogna aver paura».
Ha seguito quest’anno la Lazio?
«In realtà poco, solo nell’ultimo periodo. Da quando ho lasciato il calcio ne ho preso le distanze: dopo tanto tempo mi ero un po’ stancato, ma ora mi è tornata la voglia. E tifo sempre per la Lazio».
In due anni e mezzo a Roma ha messo insieme 46 presenze e 5 gol, tra cui la rete segnata contro il Besiktas, nei quarti della coppa Uefa 2002/03.
«Prima della sfida al Fenerbahce me l’hanno ricordato in tanti, ne sono orgoglioso: allora per fortuna andò bene, stavolta purtroppo meno».
Il 2-0 è recuperabile?
«Sicuramente, non è risultato difficile da ribaltare. Nel calcio possono bastare due o tre minuti per segnare due gol: bisogna crederci, entrare in campo convinti di vincere».
Roma e poi il ritorno col Fenerbahce: a questo punto, col 3° posto lontano e l’Europa League in bilico, quale obiettivo è più importante?
«Sicuramente il derby. Per i giocatori magari i due obiettivi sono sullo stesso piano, ma per i tifosi non ci sono dubbi. E non solo in Italia. Per esempio ai tifosi del Racing (ultima società di Castroman, ndr) interessavano solo le gare con l’Independiente: se vincevamo le sfide cittadine potevamo perdere tutte le altre partite».
Chi vince il derby?
«È sempre difficile indovinare il risultato, ma io sono ancora un tifoso biancoceleste. Spero possa vincere la Lazio e vi confesso che mi piacerebbe essere in campo. E il massimo sarebbe affrontare la Roma anche nella finale di Coppa Italia e alzare il trofeo all’Olimpico».

Fonte: Il Tempo

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