ZOOM – L’Urbe eterna si ferma per la sfida Capitale!

ZOOM – L’Urbe eterna si ferma per la sfida Capitale!

Tutto si ferma, niente più si muove. Il derby è arrivato: Roma e tutta la Romanità d’una città Eterna di nome e di fatto, si concentra in un unico, preciso punto. La Capitale si concede i suoi 90 minuti di sfogo e tutte le ansie, le paure, le gioie e…

Tutto si ferma, niente più si muove. Il derby è arrivato: Roma e tutta la Romanità d’una città Eterna di nome e di fatto, si concentra in un unico, preciso punto. La Capitale si concede i suoi 90 minuti di sfogo e tutte le ansie, le paure, le gioie e le amarezze, si mischiano in una serata, che ancor prima di cominciare, regala già quell’atmosfera irripetibile, che solo il derby di Roma può generare. Tutti zitti, tutti fermi. Scintille balenano nell’aria come prima d’un temporale, i cori dei tifosi a far da tuoni, come prologo ad uno scontro che si ripete da anni, senza mai stancare, senza mai annoiare. E’ la stracittadina, signori. E’ Roma-Lazio e fuori dall’Olimpico anche i semafori sembrano inutili. Tutto il chiasso, il vociare, sarà stasera racchiuso nell’arena Olimpica, pronta ad ospitare l’ennesima battaglia e ad assorbire sul proprio terreno ogni goccia di sudore, che fra poche ore verrà versata come fosse sangue d’un gladiatore, da chi in campo, scenderà con quella sensazione unica, di chi sa, che stasera nulla conta di più di ciò che sta per accadere. Accade che il derby arriva ancora una volta, in un momento cruciale di una stagione, per entrambe le squadre, che reclama chiarezza e che vuole sapere quale sia il proprio capitolo finale. Come al Colosseo, l’imperatore decideva chi doveva vivere e chi morire, i protagonisti della sfida che ci apprestiamo a vivere, saranno gli artefici del futuro loro e di quello dei loro compagni.

Roma contro Lazio, Andreazzoli contro Petkovic, Totti contro Klose e ogni soldato, che stasera per l’occasione si travestirà da generale. Tutto è pronto allo stadio Olimpico, per quello scontro che può valere una stagione e che da anni, decide il padrone d’una città che di padroni non ne ha mai voluti, ma che senza troppe storie, si concede all’idea di lasciarsi prendere in giro, con sfottò che solo a Roma possiamo gustare, da chi in una notte come quella che stiamo per vivere, l’ha vinta sull’uno piuttosto che l’altro. Roma-Lazio, Lazio-Roma, è quella sfida che non puoi spiegare, che non puoi mai descrivere fino in fondo, se non la vivi in prima persona, col cuore che impazzisce, le mani che sudano, l’appetito azzerato e la testa, maledettamente impegnata a pensare ad una cosa solamente, quella a cui tutti stanno pensando. Che sia allo stadio, che sia in tv, che sia su un letto d’ospedale con una radiolina attaccata all’orecchio, il derby, per 90 minuti, rende ogni tifoso, ogni uomo, ogni vita tanto distante dall’altra, clamorosamente uguale a quella di chi vive questa gara con le palpitazioni e tanta voglia di vincere e poi acciaccare come una cicca a terra, l’avversario, sommergendolo di cori e sfottò, unici e inimitabili per goliardia e fantasia, in qualsiasi altra parte del mondo. Questo perchè il mondo, Roma l’ha conquistato e influenzato con le sue culture e usanze e per questo, tutto ciò che altrove prende il nome di ‘derby’, non sarà null’altro che una pallida imitazione, di quello che stasera si paleserà davanti ai vostri occhi. Il derby di Roma, è pronto a scrivere un nuovo Capitolo e ad incoronare il suo nuovo Re. Andreazzoli come esordiente assoluto, Petkovic come esordiente in A, ma già al bis nella supersfida. Totti come veterano, Klose come Killer. Fuori dall’Olimpico tutti zitti, come fosse vietato parlare, come se il diritto di strillare, di dire la propria, ce l’avessero solo coloro che hanno avuto il coraggio di presentarsi con una bandiera allo stadio. Che il mondo prenda appunti, ecco a voi il derby di Roma.

MR

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