DERBY – Marta Ledesma, «Fidatevi di Cristian»

DERBY – Marta Ledesma, «Fidatevi di Cristian»

Ci siamo. Poche ore ancora e sarà finalmente derby. A Roma, la sfida più sentita. E di derby se ne intende molto anche lei, Marta Ledesma, moglie del centrocampista italo-argentino biancoceleste, lazialissima, come i suoi figli, Alice e Daniel, aquilotti doc. Non si perde mai una partita della Lazio e…

Ci siamo. Poche ore ancora e sarà finalmente derby. A Roma, la sfida più sentita. E di derby se ne intende molto anche lei, Marta Ledesma, moglie del centrocampista italo-argentino biancoceleste, lazialissima, come i suoi figli, Alice e Daniel, aquilotti doc. Non si perde mai una partita della Lazio e del suo Cristian, figuriamoci quella che è la più importante della stagione. Sa cosa significa nella Capitale e nessuno meglio di lei può raccontarci come si è vissuta la settimana pre-derby in casa Ledesma tra attesa, concentrazione e qualche piccolo rito scaramantico, rispettato rigorosamente prima di ogni stracittadina.
Se dico derby, qual è la prima cosa che le viene in mente?
«Una partita che non è come le altre, ma cerco di vivere come le altre, anche se è difficile. L’esperienza ormai ce l’ho, ma i primi anni non è stato facile. La vivevo proprio male, anche fisicamente, e puntualmente le cose andavano male. Da quando ho deciso che dovevo stare serena e tranquilla, invece, le cose sono migliorate e abbiamo iniziato a vincere tanti derby di fila. Quindi, mi impongo calma e serenità, come fa mio marito».
Come lo vive Cristian?
«Con freddezza e grande concentrazione. È l’atteggiamento giusto per una partita così e lui è uno dei pochi a riuscirci. Lo vedi già dai giorni prima: si rinchiude un po’ in sé stesso, è più silenzioso del solito. Ma non è tensione, proprio concentrazione. Se il derby va bene, non contiene la felicità ed esplode tutta la fede laziale. Come dopo l’ultimo vinto. Abbiamo fatto i caroselli con i tifosi con sciarpe al vento. I bimbi erano felicissimi. Io pure».
Come avete vissuto questa settimana pre-derby?
«È stata una settimana piena, c’è stata la trasferta di Istanbul. Sarà stata pure una partita amara, ma nulla è compromesso ancora e soprattutto queste gare è sempre meglio giocarle che guardarle da casa».
Andrà allo stadio stasera?
«Certo, vado sempre e in genere porto anche i bambini, ma stasera no. Quando gioca la Lazio in casa, loro vengono. La vedranno da casa con la sciarpa al collo e la bandiera».
Che partita si aspetta?
«Una gara impegnativa, ma spero normale, senza esasperazioni e soprattutto leale”.
Il suo derby del cuore?
«Troppo facile, il primo derby di Cristian e il primo gol alla Roma, il 10 dicembre 2006, finito 3-0 per la Lazio. Tra l’altro quella sera ho scoperto di aspettare Daniel. Un derby indimenticabile. Sulla mensola in soggiorno campeggia la prima pagina di giornale con la foto di Cristian che esulta e il titolo “Capolavoro”».
Ci può svelare, se ci sono, dei piccoli riti scaramantici?
«Vi racconto quelli che si possono dire, altri devono restare segreti. I giorni prima del derby preparo sempre le “empanadas”, il piatto tipico argentino.E poi il venerdì viene a cena la stessa compagnia di persone, con le stesse cose da mangiare e lo stesso vino».
Chi è il favorito del derby?
«Io penso solo alla Lazio. Il derby è talmente una partita a sé che non c’è mai un vero e proprio favorito. Secondo me dobbiamo essere fiduciosi e a tutti i tifosi mi piacerebbe dire: fidatevi della Lazio».

Fonte: Il Tempo

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy