Noi, belli e terribili come esercito schierato…

Noi, belli e terribili come esercito schierato…

ARTICOLO PUBBLICATO SU “CITTACELESTE.IT MAGAZINE”, DISTRIBUITO GRATUITAMENTE (40.000 COPIE) STASERA ALLO STADIO OLIMPICO. Fuori dalle mura dell’Olimpico, silenzio. Roma tace e osserva i preparativi che bollono nell’impianto Olimpico. Si ferma e scruta con sguardo deciso, i laziali, figli suoi, prepararsi alla madre di ogni notte, sognata in qualche ora più…

ARTICOLO PUBBLICATO SU “CITTACELESTE.IT MAGAZINE”, DISTRIBUITO GRATUITAMENTE (40.000 COPIE) STASERA ALLO STADIO OLIMPICO.


Fuori dalle mura dell’Olimpico, silenzio. Roma tace e osserva i preparativi che bollono nell’impianto Olimpico. Si ferma e scruta con sguardo deciso, i laziali, figli suoi, prepararsi alla madre di ogni notte, sognata in qualche ora più sveglia di altre, per mesi e forse anni. Mamma Roma si siede in poltrona, si accomoda affaticata sul peso della sua storia e pensa a quel che sarà. Lo fa insieme alla Curva Nord, lo fa insieme a ogni cuore biancoceleste, ultimo baluardo di una romanità troppo spesso confusa e forzatamente ‘appioppata’ a chi di questa città è ospite, e pure mal gradito. Sospira, Roma. Fra l’Impero lucente che fu e la boria dei confusi, non v’è altro che un pugno quanto mai duro, di laziali, ultimi eredi dell’Aquila. Sul petto, di chi scenderà in campo a dar battaglia, ci sarà ancora lei. Come da un secolo e più a questa parte. Anche e soprattutto quel simbolo, quell’emblema, è figlio di Roma. Lo coccola, lo lucida, lo ricorda a chi non vuol capire. L’aquila è Roma, Roma è Lazio, che piaccia o no. Stasera in campo, scenderà anche quel pezzo ancora intatto dell’Urbe, che gli anni non faranno invecchiare. Occhi di nonno o di bambino si uniranno stasera come fossero una cosa sola, per vivere qualcosa di unico nella storia, da raccontare fra cinquant’anni, ai propri figli o al proprio angelo.

Sopporta, Roma. Sopporta le chiacchiere e il brusio incessante di chi pensa che ripetendo più volte una falsità, essa potrà trasformarsi in verità e, perché no, storia. Ma la storia, è quella scritta sui libri, è quella che non puoi comprare, corrompere, inventare. Ti inchioda al muro, bianco o nero, vero o falso. E la storia qui è la Lazio. Lo sa anche Mamma Roma, che per una serata del genere, si veste a festa, pronta a godersi uno spettacolo degno dei figli suoi, presenti ancora una volta, sempre a testa alta, compatti e fieri. A scrivere in maniera indelebile una nuova pagina dei 113 anni di Storia di questa gloriosa società, ci proverà stasera Petkovic, un uomo arrivato da lontano, alla fine, accolto dalla bontà di Roma perché professionista impeccabile, uomo onesto e rispettoso dei suoi tifosi. Stasera però, dopo tanta attesa e almeno prima dell’inizio del match, i nomi dei protagonisti, si posizionano nei nostri pensieri, in secondo piano. Perché prima, c’è tutta un’atmosfera da respirare a pieni polmoni. C’è da chiudere gli occhi per qualche minuto, immergersi nel cielo e volare con mente e cuore, sopra uno stadio intero: sentire i cori, ascoltare le grida o il rapido sventolio di ogni vessillo, che ancor più celeste sarà esposto con orgoglio da ogni laziale. Tutto, con l’intima convinzione per cui, quello che sta per succedere, sarà un’esperienza da raccontare, con gioia o dolore. Ce ne renderemo tutti conto domani mattina, quando la pallida routine ci ricorderà quanto ci siamo sentiti vivi, solamente la sera prima. Nel nome di uno sport, il più bello del mondo, che ha regalato miracoli e tragedie, che ci ha fatto vivere in un universo parallelo, colmo di emozioni, lacrime e sorrisi, regalati per qualcosa che non puoi capire se non lo vivi fino in fondo, lontano chilometri o allo stadio tutte le domeniche. Il Dio Pallone, sta premiando tutti i laziali. “Questa notte, ve la meritate”. Ed è in notti come queste, che lo stellone s’accende, che Tommaso s’affaccia da una nuvola, che Gabriele smette di suonare, almeno per qualche ora. E’ in notti come queste che il popolo laziale si riunisce sotto una sola veste, scintillante e bella come fosse indossata da esercito schierato. E come Giove tonante, ogni cuor laziale ancora in terra, terrà alta l’asta di ogni bandiera. AVANTI LAZIO!

Rob.Ma. – Cittaceleste Magazine

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