DERBY – Rivoluzione, non ci sarà nessun politico in tribuna vip!

DERBY – Rivoluzione, non ci sarà nessun politico in tribuna vip!

Clamoroso all’Olimpico: come riportato ieri da Repubblica.it, al derby di Roma, che si gioca per la prima volta di lunedì, non ci sarà nessun politico in tribuna vip. Non vedremo più stavolta Casini, Veltroni, D’Alema (tifosissimo giallorosso) e tutti gli altri. La “Casta” guarda la partita in tv, preferisce non…

Clamoroso all’Olimpico: come riportato ieri da Repubblica.it, al derby di Roma, che si gioca per la prima volta di lunedì, non ci sarà nessun politico in tribuna vip.


Non vedremo più stavolta Casini, Veltroni, D’Alema (tifosissimo giallorosso) e tutti gli altri. La “Casta” guarda la partita in tv, preferisce non farsi vedere allo stadio, con il rischio di essere immortalata dai fotografi e finire su Dagospia. Qualcuno si è comprato il biglietto (“io ho l’abbonamento della Roma-ha fatto notare Cicchito-Non voglio entrare nel merito delle decisioni del Coni ma sono proprio curioso di vedere come sarà combinato l’ingresso alla tribuna autorità”), molti se ne staranno a casa a guardarsi la partita in tv, altri hanno chiesto ospitalità agli sponsor. Ma nessuno di loro siederà nella tribuna ormai diventata famosa e simbolo di privilegi che Giovanni Malagò ora vuole spazzare via. Niente tessera omaggio ai politici per poter assistere agli avvenimenti sportivi, tutti, dal volley al calcio. Lo stop scatta per tutti dalla prossima stagione ed è scattato già per i neoeletti, grillini inclusi (ma loro avrebbero rifiutato certi privilegi). Deputati e senatori delle precedenti legislature hanno ancora in tasca la tessera omaggio, che scade a maggio, ma hanno preferito rinunciare per il derby. Nessuna sfilata di auto blu, quindi, davanti al Coni come succedeva in passato alla vigilia delle partite. Nessun affollamento al buffet nell’intervallo. Un segnale importante quello lanciato a marzo dal neopresidente del Coni, che ha rinunciato anche al suo stipendio. Novantamila euro netti all’anno: d’accordo che è benestante e se lo può permettere.

Ma quanti altri l’avrebbero fatto? Malagò, non più Megalò, l’ha fatto. Non va comunque fatta demagogia, o commessi errori: lo stop alle tessere omaggio riguarda i politici, non chi ha diritto ad andare allo stadio per motivi di lavoro. Quindi, è giusto che Prandelli, Alemanno, il direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli, il questore Fulvio Della Rocca e altri non paghino. Cerchiamo di essere seri. Ma quelli che facevano solo passerella stavolta dovranno accontentarsi di Sky. L’Ufficio stampa e relazioni esterne del Coni ha confermato quanto da noi scritto in anteprima. “E’ vero, al momento la situazione è questa perché non abbiamo ricevuto richieste da alcun parlamentare. Non aver confermato la tessera per l’ingresso in tutti gli impianti d’Italia non significa che i politici non debbano più andare allo stadio in autorità. Ma per domani nessuno ci ha chiesto nulla”. Anche Papa Francesco aveva manifestato l’intenzione di assistere al derby: al Coni non era arrivata alcuna richiesta dal Vaticano, ma è ovvio che non sarebbe stato un problema di biglietti. Troppo poco tempo invece per organizzare: per motivi di sicurezza non è stato dato seguito alla richiesta del Papa.

Fonte: Repubblica.it

Cittaceleste.it

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