DIRITTI TV – Lega All’assemblea tanto rumore per nulla

DIRITTI TV – Lega All’assemblea tanto rumore per nulla

L’Assemblea di Lega convocata questa mattina a Milano non ha affrontato l’argomento principale della vendita dei diritti tv. Nessuna discussione sulle modalità di vendita dei diritti televisivi per il triennio 2015-18. Tutto rimandato alla prossima riunione. La battaglia di potere, innescata dalla rielezione del presidente Maurizio Beretta (candidatura non condivisa…

L’Assemblea di Lega convocata questa mattina a Milano non ha affrontato l’argomento principale della vendita dei diritti tv. Nessuna discussione sulle modalità di vendita dei diritti televisivi per il triennio 2015-18. Tutto rimandato alla prossima riunione. La battaglia di potere, innescata dalla rielezione del presidente Maurizio Beretta (candidatura non condivisa dalla gran parte dei grandi club) è ancora tutta da giocare. Da una parte c’è la Lazio del presidente Lotito – primo sponsor di Beretta – e il Milan di Galliani, due club sostenuti da una folta schiera di club medio-piccoli; dall’altra le corazzate Juventus, Inter, Roma e Fiorentina, estromesse dal governo della nuova Lega dopo la mancata elezione di Andrea Abodi, e ora appoggiate nella «ribellione» da Sampdoria, Sassuolo e Verona. Venerdì prossimo ci sarà un’audizione con i broadcaster interessati al calcio italiano (Sky, Mediaset, Rai) e con l’intermediario per l’estero (Mp & Silva). L’obiettivo principale è quello di fare una ricognizione del mercato per analizzare i prossimi scenari in vista della cessione dei diritti del prossimo triennio. 

I club dissidenti non sono affatto soddisfatti del lavoro svolto da Infront, l’advisor incaricato della cessione dei diritti televisivi e già legato per interessi commerciali ad alcune società «conservatrici» (Milan, Lazio, Cagliari, Catania e Genoa in serie A). Juventus, Inter, Roma, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo e Verona vorrebbero chiudere il rapporto con l’advisor Infront (il cui contratto con la Lega scade nel 2016) e affidarsi a Img, advisor concorrente che ha già avanzato la propria candidatura. Al momento i sette club dissidenti hanno incassato la possibilità di fare una ricognizione sul mercato. Infront prende ancora tempo: prima di esporre la prossima proposta di rinnovo attende che tutti i club abbiano un quadro della situazione più completo.  

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