Disastro Bergonzi: direzione da horror!

Disastro Bergonzi: direzione da horror!

Due rigori non visti, un gol buono annullato, un altro sul quale c’è almeno l’ombra di un off side, magari non così determinante, ma comunque da sottolineare. Ma non è questo, solo questo, che è quello che emerge e si vede subito. Mauro Bergonzi, che non è mai stato un…

Due rigori non visti, un gol buono annullato, un altro sul quale c’è almeno l’ombra di un off side, magari non così determinante, ma comunque da sottolineare. Ma non è questo, solo questo, che è quello che emerge e si vede subito. Mauro Bergonzi, che non è mai stato un arbitro d’eccellenza, sbaglia proprio l’approccio mentale alla partita. Lo capisci subito: Ledesma tocca di mano un pallone calciato da Jovetic, probabilmente non c’era l’ammonizione (passaggio a chi?), però non è questo che conta. Bergonzi ci mette un’infinità, sembra avviarsi verso il giocatore biancoceleste con indolenza, probabilmente perché aspetta un suggerimento. Per un episodio che è capitato davanti a lui? Bah…

UNDICI METRI HORROR – Da dove cominciare? C’è solo, ahimè, l’imbarazzo della scelta. Partiamo dai rigori. Da quelli non concessi, che urlano vendetta: sull’1-0, cross di Lulic verso l’area, dove c’è Cuadrado che tocca con il braccio sinistro. Che non è steso, ma è comunque largo e doveva essere punito con il penalty. Nell’altra area, c’è un intervento in scivolata di Biava su Jovetic, che tocca il pallone appena prima dell’intervento del difensore: Biava prende solo il fantasista viola, era rigore, senza dubbi e tentennamenti. Al corso arbitri, la prima cosa che ti dicono è: arbitrare a centrocampo son buoni tutti… Rigore, Bergonzi ne assegna uno alla Fiorentina: Konko entra in scivolata su Pasqual, che tocca il pallone sotto a scavalcare l’avversario, l’impatto è inevitabile. Sul tiro di Matías Fernández, che va sul pallone e poi viene toccato di nuovo dal cileno, una piccola finezza dell’arbitro. Che fischia una punizione indiretta, visto che Fernández non poteva ritoccare il pallone. L’avesse lasciato subito a Ljajic, il gol sarebbe stato buono.

FUORIGIOCO SI, ANZI NO – Se Bergonzi ha la forma sotto i tacchetti, i suoi assistenti non sono da meno. Non solo i due arbitri d’area (che pure erano di spessore, Tagliavento e Banti), ma anche i due guardalinee. Anzi, soprattutto il numero due, Iannello. Prendete il gol di Ljajic, ad esempio: quando tira, Jovetic è in posizione di fuorigioco, Bizzarri vede partire il tiro ma il tiro stesso passa proprio sopra la testa del montenegrino che fa anche un momento (tipo saltello) che aggrava la sua posizione di off side. E Iannello? Nulla, anche se l’episodio è al limite… Nella ripresa, invece, segnala, ma sbaglia di grosso: la Lazio aveva segnato un gol buono con Mauri, tenuto in gioco da Cuadrado al momento del lancio di Lulic.

QUALE DISCIPLINA? – Torniamo all’inizio, che metro disciplinare ha tenuto Bergonzi? Pessimo. Per dire: Dias non era da giallo e viene ammonito, Biava invece sì e viene risparmiato. La Fiorentina protesta perché, con Ledesma già ammonito, quest’ultimo tocca di nuovo il pallone con la mano, però dopo un rimpallo con Jovetic. Involontario. Bergonzi, poi, per non smentirsi, impiega attimi interminabili per una partita di calcio per espellere Ledesma. Anzi, sembra quasi non voglia farlo (ma il fallo su Cuadrado è netto), poi tira fuori giallo (il secondo) e rosso. Un po’ più rapida l’espulsione di Hernanes per un’entrata a forbice su Cuadrado senza toccare il pallone. Che chiude una domenica da dimenticare.

Fonte: Il Corriere dello Sport – Edmondo Pinna

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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