Ederson, appello mancato…

Ederson, appello mancato…

ROMA – Il presidente Lotito lo ha inseguito per cinque anni, fin dai tempi del Nizza, dove si era fatto conoscere come futuro crack del calcio internazionale. In effetti crack lo è stato, ma purtroppo nel senso lato del termine, vista la sua predisposizione agli infortuni mostrata in carriera e…

ROMA – Il presidente Lotito lo ha inseguito per cinque anni, fin dai tempi del Nizza, dove si era fatto conoscere come futuro crack del calcio internazionale. In effetti crack lo è stato, ma purtroppo nel senso lato del termine, vista la sua predisposizione agli infortuni mostrata in carriera e immediatamente riproposta nella nuova avventura italiana. Di Honorato Campos Ederson, punta di diamante della campagna acquisti estiva arrivato a parametro zero dal Lione, non si può certo dire che abbia iniziato nel modo migliore. Eppure, nei primi anni passati in Francia, la tenuta fisica del brasiliano era stata ineccepibile. Con la maglia rossonera infatti, in tre stagioni aveva collezionato ben 96 presenze sedici reti, praticamente sempre in campo e da assoluto protagonista. La sorte però, sembra avergli voltato le spalle sul più bello, quando viene chiamato al grande salto dall’O.L.(acquistato per 15milioni di euro), che lo designa come erede naturale di Juninho Pernambucano. Pronti via nel 2009, accusa immediatamente un problema alla caviglia, che ne condiziona l’inserimento in pianta stabile fra i titolari. Fin qui tutto normale, l’allarme era ben lontano dall’essere attivato, ma gli echi risuonavano già nell’aria. Nell’estate 2010 arriva il primo, grande infortunio, che lo costringe ad uno stop di sei mesi: uno strappo muscolare accusato durante la partita d’esordio con la nazionale brasiliana. Anche a causa di una ricaduta, torna solo nel marzo del 2011, per poi fermarsi nuovamente ad appena quattro mesi di distanza, per via della lacerazione del legamento del ginocchio che lo costringe ad un nuovo periodo di fermo. Nonostante ciò, la Lazio non ha mai depennato il suo nome dal taccuino e ha deciso di puntare su di lui, convinta della bontà dell’operazione e dell’integrità fisica del calciatore, che negli ultimi 10 mesi non aveva fatto registrare nessun altro tipo di problema. Durante le fasi iniziali del ritiro ha impressionato tutti, si aveva la sensazione di aver centrato il colpo, anche perchè dal punto di vista tecnico, Ederson ha tutte le carte in regola per essere un numero uno. Dribbling, velocità e potenza: ad Auronzo di Cadore stavano prendendo corpo le prime celebrazioni. Un rito presto interrotto dal contrasto avvenuto sulle Dolomiti con il connazionale Hernanes, costato la distrazione del collaterale con interessamento dei legamenti e conseguente preparazione fatta per metà. E’ tornato a fine ottobre con squilli di tromba, marcando due reti in altrettante apparizioni dal primo minuto, contro Maribor e Siena, riproponendosi alla piazza romana con ritrovata luminosità. Una luce che, purtroppo, si è nuovamente spenta con una rapidità quasi scoraggiante. Costretto ai box per una lesione muscolare all’aduttore della coscia sinistra, Petkovic è rimasto a corto di soluzioni alternative a Mauri, Hernanes o Candreva. Il numero 7 biancoceleste infatti, è molto duttile tatticamente e potrebbe inserirsi i tutti i ruoli nella linea dei quattro di centrocampo: tanto da mezz’ala al posto del profeta, quanto da esterno destro o sinistro. Proprio per questo, in un periodo così ricco di impegni ravvicinati, la sua assenza pesa maledettamente nell’economia di un ragionevole turnover. L’auspicio è che il suo rientro avvenga in tempi brevi, ma soprattuto che fortuna e condizione lo assistano nel prossimo futuro, anche perchè si è legato ai colori biancocelesti per i prossimi cinque anni. I tifosi lo aspettano, la società ci crede, la squadra ne ha bisogno.

 

Francesco Pagliaro

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