Ederson e Onazi, ritorno felice. Samba e muscoli!

Ederson e Onazi, ritorno felice. Samba e muscoli!

STOCCARDA – Una serata perfetta. La seconda spedizione in terra tedesca si conclude come meglio non si poteva sperare dalle parti di Formello, con il club capitolino che esce dal Mercedes-Benz Arena con un doppio vantaggio e una seria ipoteca sulla qualificazione. Lo fa con due gol di altrettanti a…

STOCCARDA – Una serata perfetta. La seconda spedizione in terra tedesca si conclude come meglio non si poteva sperare dalle parti di Formello, con il club capitolino che esce dal Mercedes-Benz Arena con un doppio vantaggio e una seria ipoteca sulla qualificazione. Lo fa con due gol di altrettanti a lungo attesi, Ederson e Onazi, vuoi per infortuni dell’ex-Lione, vuoi per l’impegno in coppa d’Africa dell’ex primavera di Bollini. Vladimir Petkovic stupisce tutti con una formazione a sorpresa: 4-4-1-1, con Ledesma e Gonzalez in panchina, a vantaggio dei due sopracitati colleghi. Nelle fasi iniziali la Lazio fa un pò di fatica a trovare la quadratura tattica, fisiologico per una formazione praticamente indedita, composta da una serie di interpreti che mai aveva affrontato insieme una partita ufficiale.

Gol scacciapensieri – La difesa soprattutto, sembra difettare di qualche automatismo e spesso si espone a qualche pericolo di troppo: una dormita di Pereirinha al 15′ costringe al miracolo Marchetti, su colpo di testa in tuffo di Okazaki. Meglio la fase offensiva, dove la Lazio quando affonda, da sempre l’mpressione di poter piazzare il colpo vincente. Quello che manca è un pò di precisione negl’ultimi 30 metri. Precisione che non può mancare nei piedi di un brasiliano purosangue come Honorato Ederson, che al 21′ raccoglie un pallone vagante in area biancorossa, e lascia paritire un potente mancino rasoterra che coglie Ulreich impreparato. Vantaggio laziale e abbraccio collettivo, denso di significato, per un giocatore fin qui falcidiato dagli infortuni e finalmente al rientro dal 1′ minuto. Il match si fa in discesa per la squadra capitolina, la manovra cresce di tono con un Onazi in versione nazionale, ma dietro si continua a ballare. Nonostante al 41′ Maxim, uno dei migliori dello Stoccarda, a causa di un contrasto di gioco con Hernanes (ammonito) sia costretto ad abbandonare in campo, i tedeschi continuano ad imperversare dalle parti di Marchetti. Negli ultimi due giri di lancentte del primo tempo infatti, la squadra di casa può recriminare per due occasioni da gol fallite, clamorosa quella capitata sulla testa di Traorè. Sospiro di sollievo e primo tempo che si conclude appannaggio ospite.

Perla nera – Nella rirpesa Petkovic capisce che non si potrà vivere di solo contropiede e sporadiche folate offensive, seppur pericolose, chiedendo maggior attenzione e minor distanza tra i reparti. A partire con il piede sull’acceleratore però, è sempre la formazione di casa, che cerca di mettere pressione a Cana&Co. con i cross tagliati di Boka e Sakai. Due terzini tecnici e veloci, che però allo stesso tempo soffrono la mobilità e gli affondi degli esterni laziali, Candreva e Lulic. Ma non solo. C’è anche un Onazi in versione Usain Bolt, che al 56′ parte dritto sulla verticale di centrocampo e lascia espldere tutta la sua potenza nelle gambe, saltando due avversari di netto per presentarsi tutto solo davanti a Ulriech: destro morbido e raddoppio da urlo. Un gol a pefetto coronamento di una prestazione sontuosa. Così Petkovic, con il risultato in ghiacciaia, inserisce Ledesma per un Ederson a corto di benzina, avanzando il nigeriano per sfruttare il suo stato di grazia e al contempo, dare maggior solidità alla sua mediana. Intento ancor più evidente con la successiva sostituzione di Hernanes per Gonzalez. Lo Stoccarda si butta disperatamente in avanti, ma la Lazio ora difende con ordine e riparte con incisività, tanto da rischiara la terza segnatura prima con Candreva, poi con Lulic e infine con il subetrato Floccari. Lo Stoccarda cede al nervosismo, anche per via della sagacia degli interpreti laziali, che addormentano sapientemente le fasi finali del match. Al fischio finale può esplodere la gioia dei 1200 romani giunti in Germania: i quarti sono ad un passo. La finale può essere più di un sogno.

Cittaceleste.it

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