E.L. – Pareggio contro un’armata Brancaleone

E.L. – Pareggio contro un’armata Brancaleone

ROMA – Pensavamo di averle viste tutte. Evidentemente non era così. La Lazio pareggia a Cipro con l’Apollon Limassol, più che una squadra, un’armata Brancaleone fatta di avventurieri e mercenari a basso costo arruolati a poco prezzo per giocare nel campionato del terzo mondo calcistico. Senza cuore, senza testa, senza…

ROMA – Pensavamo di averle viste tutte. Evidentemente non era così. La Lazio pareggia a Cipro con l’Apollon Limassol, più che una squadra, un’armata Brancaleone fatta di avventurieri e mercenari a basso costo arruolati a poco prezzo per giocare nel campionato del terzo mondo calcistico. Senza cuore, senza testa, senza dignità: la Lazio oggi è questa. A Nicosia finisce zero a zero, nella partita più brutta della storia internazionale della Lazio. Di figure peggiori, i biancocelesti, in passato hanno anche avuto modo di rimediarne. Di certo contro avversari di maggior spessore. La scarsa qualità dei ciprioti evidenzia ancor più il momento disastroso della formazione laziale. Petkovic cambia sei giocatori rispetto all’ultima sconfitta rimediata a Bergamo. In difesa c’è Novaretti, con Radu che torna in campo dopo l’infortunio al ginocchio. Ledesma e Gonzalez presidiano il centrocampo laziale, in avanti le due novità sono rappresentate da Ederson e Keita. Dall’altra parte c’è un sodalizio di avventurieri, mercenari alla ricerca di soldi facili in un calcio da terzo mondo. La consistenza tecnica dell’Apollon è appena accettabile, i ciprioti cercano di compensare tale carenza con un atteggiamento vigoroso in mezzo al campo. Marchetti vive una serata da spettatore. Keita regala dribbling, giochi di prestigio e speranze concrete, Floccari ci prova con un tiro senza pretese. L’Apollon sembra innocuo, almeno fin quando Cavanda non fa Cavanda, regalando la palla agli avversari in piena area di rigore: il tiro di Papoulis termina sull’esterno della rete. Gli errori del difensore di origini congolesi disorientano l‘intero reparto che tuttavia non corre rischi clamorosi. I biancocelesti in ogni modo non incantano: Ederson ed Hernanes si vedono poco, Gonzalez è arrugginito, Floccari è poco assistito in avanti. Lampi di Keita nella notte di Nicosia. Ma anche l’ennesima conclusione dell’ispano-senegalese termina fuori. La Lazio a poco a poco cresce: Hernanes con un destro deviato sfiora il palo. Poi Ederson fallisce un’occasione clamorosa a pochi passi dalla porta con un colpo di testa che termina alto. La pressione della Lazio aumenta, i biancocelesti collezionano tiri dalla bandierina senza mai sfruttare le opportunità. Al 35’ un’uscita a vuoto del portiere cipriota mette Hernanes nelle condizioni di battere a rete: il brasiliano effettua un paio di dribbling al limite, poi calcia col sinistro sfiorando il palo. Poi Floccari entra in area e calcia da posizione defilata trovando la risposta di Bruno Vale. Sedici tiri in porta, cinque nello specchio: è un assedio, ma si va negli spogliatoi a reti inviolate. Nell’intervallo Petkovic non cambia nulla, ripresentando in campo la medesima squadra del primo tempo.

In avvio l’Apollon riesce ad alleggerire la pressione dei biancocelesti, tenendoli per qualche minuto lontani dall’area. Ma la Lazio si affaccia nuovamente dalle parti della porta avversaria con un diagonale di Gonzalez che non trova il bersaglio. Keita continua a saltare i ciprioti come fossero birilli, le caviglie del laziale ne pagano le conseguenze. L’Apollon si affaccia nuovamente dalle parti di Marchetti con un sinistro di Papoulis che sorvola la traversa. Dall’altra parte finalmente si vede anche Ederson, ma il portiere dei ciprioti si salva parando in due tempi. I minuti passano, ne restano venticinque al termine, ma la Lazio non cambia passo aggrappandosi ai soliti guizzi di Keita. In panchina le soluzioni non sono molte, il tecnico ha deciso di mandare Klose in tribuna, i motivi di tale scelta sono indecifrabili. E allora tocca al colombiano Perea, chiamato a togliere le castagne dal fuoco negli ultimi venti minuti di partita. Ma la Lazio rischia: Meriem lancia in profondità Roberto, serve un intervento in extremis di Novaretti per evitare il peggio. Petkovic ha ancora due cambi a disposizione. A dieci minuti dal termine l’allenatore si gioca la carta Felipe Anderson togliendo dal campo Keita. A quattro minuti dal termine una buona combinazione Ledesma-Hernanes porta il brasiliano al tiro: il fantasista arriva col passo lungo e batte fuori misura. Entra anche Onazi, e non sembra una mossa risolutiva per vincere. Il cronometro corre verso il novantesimo, l’atteggiamento della Lazio è abulico, spento, privo di determinazione. Cavanda crea ancora il panico perdendo un pallone sulla trequarti: Meriem punta Novaretti, lo salta e calcia col destro minacciando la porta di Marchetti. Game over: finisce zero a zero.

Cittaceleste.it

 

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