E.LEAGUE: Lazio da paura Pari a Trebisonda

E.LEAGUE: Lazio da paura Pari a Trebisonda

Dottor Jekyll e mister Hyde. Irriconoscibile la Lazio del primo tempo, brillante quella della ripresa. In Turchia, contro il Trabzonspor, c’è squadra dai due volti: impacciata, distratta, provinciale nel primo tempo. Generosa, propositiva, coraggiosa nella ripresa. In ogni caso una formazione folle, indecifrabile. I biancocelesti tornano con un pareggio rimediato…

Dottor Jekyll e mister Hyde. Irriconoscibile la Lazio del primo tempo, brillante quella della ripresa. In Turchia, contro il Trabzonspor, c’è  squadra dai due volti: impacciata, distratta, provinciale nel primo tempo. Generosa, propositiva, coraggiosa nella ripresa. In ogni caso una formazione folle, indecifrabile. I biancocelesti tornano con un pareggio rimediato in extremis, dopo aver rincorso per quasi tutta la partita. La squadra di Petkovic ha il merito di crederci fino alla fine, fino in fondo, trovando una provvidenziale doppietta di Floccari che rimette le cose a posto dopo una prima frazione da brividi. In ogni caso la prestazione dei difensori è stata disastrosa: Cavanda-Ciani-Cana, la bottega degli orrori. Nel primo tempo la Lazio imbarca acqua da tutte le parti, e va in apnea sin dalle prime battute. La squadra è una barca rovesciata in balìa del mare in tempesta. Un Mar Nero, dove i laziali annaspano senza trovare un salvagente, dove il capitano di vascello Petkovic fa fatica a correggere la rotta, vuoi per l’equipaggio limitato negli uomini, vuoi per scelte iniziali poco infelici. Ma nella ripresa il tecnico di Sarajevo afferra il timone con forza, azzecca i cambi, traccia una nuova rotta che porta i biancocelesti verso un approdo sicuro. In avvio Marchetti dà subito l’impressione che non sarà la sua notte, il resto della serata conferma le primordiali impressioni. Paulo Henrique fa a fette la difesa con un lancio di precisione chirurgica che Erdogan capitalizza nel migliore dei modi. Marchetti sembra avere un elastico attaccato alla schiena, si siede, guarda il pallone che entra in rete senza minimamente provare ad aggredirlo. Ma l’errore è a monte: Cavanda è latitante, Cana e Ciani due sonnambuli che camminano per il campo. Al 20’, quando il distratto Lulic perde l’ennesimo pallone e Mierzejewski infila ancora Marchetti, converrebbe rimettersi già lo zaino in spalla per tornare verso Roma. La Lazio invece ti illude. Ha un sussulto grazie a Onazi che rianima i biancocelesti con un pallonetto su Kivrak, sfruttando un pregevole assist del colombiano Perea. Il centravanti in quarantacinque minuti fa solo questo. Potrebbe comunque essere un numero importante, se quattro minuti dopo il tiro mancino di Hernanes avesse maggior fortuna. Ma il suo sinistro scheggia il palo, sul rovesciamento di fronte uno dei due sonnambuli (Cana) si scontra con Biglia, l’altro (Ciani) continua a vagare all’interno dell’area senza prendersi cura di Paulo Henrique che da pochi passi non perdona. Buonanotte. Ma in campo c’è già chi dorme, da un pezzo.

Nella ripresa la Lazio cambia atteggiamento, spinge, guadagna metri, mentre i turchi si limitano a controllare la sfida, forti del doppio vantaggio che hanno già messo nel forziere. Alanzinho minaccia in un altro paio di occasioni la porta laziale, sfruttando le lacune dei difensori che – senza dubbio – risultano essere la minaccia più pericolosa alle virtù di Marchetti. I turchi hanno il demerito di accontentarsi, di non chiudere definitivamente la partita, che in apparenza sembra senza storia. Poi Floccari imbraccia la doppietta, e nel giro di due minuti colpisce due volte. Prima sfruttando un’uscita a vuoto del portiere, e appoggiando di testa. Poi piazzando un destro chirurgico dopo l’ennesimo assist di Perea. Tre a tre. E’ Floccari il re di coppe. 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy