Elez-Tare, la storia d’amore sbocciò a Natale

Elez-Tare, la storia d’amore sbocciò a Natale

di ALBERTO ABBATE ROMA – Colpo di fulmine, alla vigilia di Natale. Un ragazzone di centottantanove centimetri strega Tare fra le terme di Fiuggi e le onde del Circeo. Tredici dicembre 2012, torneo “Karol Wojtyla” nelle grinfie della Lazio, c’è Elez in finale. E’ tosta la missione di Cupido: scaglia…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Colpo di fulmine, alla vigilia di Natale. Un ragazzone di centottantanove centimetri strega Tare fra le terme di Fiuggi e le onde del Circeo. Tredici dicembre 2012, torneo “Karol Wojtyla” nelle grinfie della Lazio, c’è Elez in finale. E’ tosta la missione di Cupido: scaglia una freccia sul diesse, proprio quando Josip devia in porta – dopo 15 minuti – un missile di Keita per l’1-0 biancoceleste. L’Hajduk soccombe al fotofinish, l’amore Elez-Tare trionfa comunque. Perché lo stadio Ballarin è un lago di fango, zolle malefiche, erba ispida, eppure il gioiellino croato sfodera colpi di classe in anticipo e in marcatura. E’ un piccolo già grande, un centrale tutto da osservare. Benedetta Primavera: può essere tesserato con il primo contratto da professionista, ci sono 6 mesi per lavorarci. Una favola, scoperta da cittaceleste.it, tutta da raccontare. 

Il primo luglio (i croati potranno essere acquistati come comunitari) sarà il momento della busta paga, 400 mila euro all’Hajduk per lasciarlo andare col cuore a pezzi. Due motivazioni ne valgono mille: Josip è in scadenza e non vuole rinnovare, il club croato ha un buco di 86 milioni da colmare e rischia il fallimento. Quest’affare insomma s’ha da fare, c’è una storia romantica da rispettare. E un’altra simpatica coincidenza. Non solo Novaretti, anche Elez era nel mirino del City di Mancini: l’ex biancoceleste lo aveva invitato per uno stage a Manchester. Non c’è ombra di dubbio: Tare ha sviluppato un intuito british.

Cittaceleste.it

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