ESCLUSIVA – Zarate: “Giocherò, io non torno”

ESCLUSIVA – Zarate: “Giocherò, io non torno”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Sarà colpa del fuso orario. Ma atterra leggero come una piuma il verdetto arbitrale in Argentina. E Zarate è la voce della tranquillità: “Mi dispiace per i tifosi della Lazio – bisbiglia a Cittaceleste.it – ma io continuerò a giocare. Non posso tornare a Roma”.…

di ALBERTO ABBATE

ROMA –  Sarà colpa del fuso orario. Ma atterra leggero come una piuma il verdetto arbitrale in Argentina. E Zarate è la voce della tranquillità: “Mi dispiace per i tifosi della Lazio – bisbiglia a Cittaceleste.it – ma io continuerò a giocare. Non posso tornare a Roma”. Poche parole lapidarie dalla villa di famiglia, Maurito passa subito la cornetta al fratello Rolando: “Ascoltiamo il verdetto del collegio arbitrale, ma è irrilevante. Noi abbiamo sospeso quel giudizio, dal momento che Lotito maneggia la giustizia sportiva in Italia. Con la Fifa non potrà farla franca per aver messo fuori rosa un giocatore senza motivo”. Altra durissima stoccata da casa Zarate al presidente biancoceleste.

LODO IRRILEVANTE – Nessun uragano, soffia una brezza lieve dall’Italia. Accarezzava ll’aria pure alla Villa Olimpica, la scelta del presidente Zaccheo. Non scalfirà un “Fortìn” inespugnabile, giura Rolando Zarate: “Mauro firmerà oggi il biennale col Velez e la Fifa lo abiliterà in una settimana, al massimo dieci giorni. Non fa nulla che il lodo arbitrale ci abbia dato torto, perché le decisioni della Fifa sono più importanti”. Sorvoleranno il problema transfer, grazie all’artiolo 14: “La Fifa lo chiederà alla Lazio, il club biancoceleste lo negherà. Così la Fifa, sorpassando la Figc, concederà a mio fratello un transfer provvisorio di due-tre anni in attesa di un giudizio definitivo, che Mauro vincerà. Perché non esistono le motivazioni che adduce la Lazio per averlo messo fuori rosa”.

TRANSFER PROVVISORIO – Ecco il passaggio decisivo. Cartellino provvisoriamente nelle proprie mani, Mauro non tornerà a Roma: “E’ successo con mille giocatori nella storia del calcio, mio fratello non può rimanere fermo un altro anno con un presidente despota come Lotito. Deve giocare e riprendersi la sua carriera”. Poi, eventualmente, starà a Lazio far valere le proprie ragioni – e ottenere un risarcimento tramite ricorso – sino a Losanna. Scacciate le apparenze, è un viaggio interminabile.

Cittaceleste.it

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