EUROPA – L’ Uefa dà ragione alla Lazio

EUROPA – L’ Uefa dà ragione alla Lazio

 E’ stata una vergogna. L’arbitro scozzese Collum ha condannato la Lazio giovedì sera a Istanbul e ora servirà un’impresa per ribaltare i due gol di svantaggio all’Olimpico. Una direzione totalmente sbagliata e che ha creato danni alla società biancoceleste, condizionando di fatto il risultato a favore del Fenerbahçe. Se n’è…

 E’ stata una vergogna. L’arbitro scozzese Collum ha condannato la Lazio giovedì sera a Istanbul e ora servirà un’impresa per ribaltare i due gol di svantaggio all’Olimpico. Una direzione totalmente sbagliata e che ha creato danni alla società biancoceleste, condizionando di fatto il risultato a favore del Fenerbahçe. Se n’è accorta anche l’Uefa, è questa la notizia del giorno, il retroscena emerso dalla pancia dello stadio Sukru Saracoglu. Dopo le interviste, in zona mista c’è stato un rapido e fugace contatto tra Igli Tare, il direttore sportivo della Lazio, e l’inglese Barry Taylor, delegato Uefa. Qualcosa è andato male in questa occasione, ha fatto notare il dirigente albanese, lamentandosi dell’arbitraggio e dei tanti episodi discutibili. Taylor ha ammesso, perché era impossibile negare l’evidenza.  E Petkovic aveva fatto il conto delle decisioni dei direttori di gara «Nelle ultime cinque partite europee abbiamo subito due espulsioni e 4 rigori. Strano, ma è successo» «I know, I know» è stata la sua risposta. Tradotto in italiano:  «Lo so, lo so». Aveva compreso le ragioni e le motivazioni della rabbia laziale. Se n’è accorto Barry Taylor, il delegato Uefa. E avrà preso nota lo spagnolo Luis Medina Cantalejo, l’osservatore degli arbitri inviato da Nyon.

CLIMA – Chissà l’Uefa ora cosa dirà, provando ad allontanare qualsiasi sospetto, perché anche il Fenerbahçe è finito nel mirino a causa dei suoi tifosi. Il sospetto che la Lazio sia altrettanto scomoda, o forse di più, è venuto. La notte di Istanbul prolunga una lunga catena di errori, sviste ed episodi contrari alla squadra di Petkovic che si sono ripetuti dopo la fase a gironi. E il tecnico, senza gridare al complotto, ha risposto in modo ancora più efficace. Con i numeri.  «Nelle ultime cinque partite europee abbiamo subito due espulsioni e quattro rigori. E’ strano, ma è successo». Lapidario. E incontestabile. Quale fosse il clima si era capito dal tono delle motivazioni con cui il Giurì d’Appello di Nyon aveva respinto in secondo grado il ricorso della Lazio avverso ai due turni a porte chiuse. Una durezza spropositata nei confronti della società (e non solo dei tifosi) che aveva convinto i legali di Lotito a rinunciare al terzo grado di giudizio, che sarebbe stato possibile impugnando la sentenza al Tas di Losanna.

ATTEGGIAMENTO – L’arbitro Collum a Istanbul ne ha combinate di tutti i colori. La moviola non si racchiude solo negli episodi conosciuti. Niente rigore e mancata espulsione di Mehmet Topal per l’intervento su Ederson. Il doppio giallo con estrema fiscalità a Onazi prima e dopo l’intervallo. Il rigore accordato al Fenerbahçe (dopo le proteste del pubblico e la segnalazione di Beaton, arbitro d’area) per il fallo di mano involontario di Radu. L’intervento falloso di Gokhan su Mauri (che stava lanciando Lulic) e trasformato nella punizione da cui è nato il raddoppio di Kuyt. Dello scozzese ha colpito anche il metro di giudizio, l’atteggiamento. Cartellino facile solo da una parte. Ammoniti Radu, Ederson, Marchetti per finire con Mauri, che era diffidato e salterà il ritorno. Il Fenerbahçe, invece, poteva picchiare. Egemen, non contento di aver dato una testata da codice penale (senza essere sanzionato) a Hernanes, è entrato a tenaglia su Kozak. Era già ammonito. Doveva essere espulso. Invece niente.

BORUSSIA PARK – La vergogna del Sukru Saracoglu non è stata una sorpresa. La Lazio era stata penalizzata al Borussia Park dall’arbitro russo Karasev. Finì 3-3 con il pareggio acciuffato da Kozak a tempo scaduto nonostante i tre rigori assegnati ai tedeschi e l’espulsione di Dias al 24′ della ripresa. Primo rigore giusto per un intervento su Hermann, il secondo molto dubbio per un abbraccio tra il difensore brasiliano (di conseguenza espulso per doppia ammonizione) e Stranzl su un angolo, il terzo ancora meno evidente per un contatto tra Cana e De Jong, quasi svenuto sul posto. Un rigore parato da Marchetti, gli altri due trasformati e poi il sorpasso firmato da Arango su punizione ancora per un fallo discutibile di Lulic (tipo Mauri l’altra sera) dal limite dell’area. Poi in dieci la reazione e il pareggio. Ma non sempre si riesce a sfangarla. L’Europa League della Lazio, imbattuta sino alla trasferta di Istanbul, s’è trasformata in una salita ripidissima. Nelle ultime cinque partite (compresi gli ottavi con lo Stoccarda) si contano 2 espulsioni, 4 rigori, 14 cartellini gialli di cui due trasformati in rosso. Sono i numeri evocati da Petkovic. Se ne sarà accorto Platini?

Il Corriere dello Sport

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