EXTRA LAZIO – Gazza: “Spero di non morire per colpa dell’alcol” – VIDEO

EXTRA LAZIO – Gazza: “Spero di non morire per colpa dell’alcol” – VIDEO

ROMA – La voce rotta dal pianto, gli occhi lucidi ed incredibilmente grandi sul viso pallido e magro, Paul Gascoigne sembra l’ombra del campione che fu mentre racconta davanti alle telecamere del documentario “Being Paul Gascoigne” della sua sfida infinita contro l’alcol, ammettendo fra i singhiozzi di sapere in cuor…

ROMA – La voce rotta dal pianto, gli occhi lucidi ed incredibilmente grandi sul viso pallido e magro, Paul Gascoigne sembra l’ombra del campione che fu mentre racconta davanti alle telecamere del documentario “Being Paul Gascoigne” della sua sfida infinita contro l’alcol, ammettendo fra i singhiozzi di sapere in cuor suo che probabilmente un giorno non lontano cederà di nuovo alla bottiglia “anche se questo significherà ritrovarmi in una scatola di legno con sei chiodi, perché così almeno non soffrirò più”. Un pericolo di cui gli stessi familiari ed amici (tutti intervistati per il programma) sono consapevoli, ma contro cui possono fare poco se non è Gazza il primo a voler smettere una volta per tutte di farsi volontariamente del male. “Ovviamente, spero di non ricominciare a bere – ha ammesso l’ex calciatore nella straziante intervista – e di non morire per colpa dell’alcol perché non otterrei grande simpatia visto che ero stato avvertito del pericolo, ma sono un alcolizzato, anche se non ho chiesto io di esserlo, e non so cosa succederà domani o nei prossimi cinque minuti. Di certo, non smetterò di provarci (a rinunciare alla bottiglia, ndr) e farò del mio meglio per riuscirci, ma sono già stato fortunato due volte in passato”.

LA FAMIGLIA PRONTA AL PEGGIO — Frase che lascia intendere che la prossima volta potrebbe non andargli così bene come l’ultima, quando, mentre era in un letto d’ospedale in terapia intensiva, sentì i medici dire che non ce l’avrebbe fatta “ma io non volevo morire perché dovevo innaffiare le piante e così tre giorni dopo mi svegliai”. Tornato dagli Stati Uniti dopo la grande paura ripulito e sobrio, Gascoigne ha cercato di scendere a patti con la sua dipendenza (anzi, le sue dipendenze, visto che ora si dichiara schiavo anche dei dolci e della chirurgia estetica, confidando di spendere 1000 sterline all’anno per botox e punturine varie), accettando di farsi seguire per tre mesi dalle telecamere della regista Jane Preston per il documentario che andrà in onda questa sera su ITV. Ma l’incubo dell’ennesimo crollo è sempre lì dietro l’angolo, al punto che la figliastra Bianca ammette che la famiglia è già pronta al peggio: “ogni volta che siamo insieme lo stringiamo forte – ha detto la ragazza – perché sappiamo che potrebbe essere l’ultima volta. Tutti noi vorremmo salvarlo, ma a questo punto è solo lui che può salvare se stesso”. Resta solo da capire se Gazza voglia farlo davvero. (Gazzetta.it)

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