EXTRA LAZIO – Sollier, ‘la mano sinistra di Dio’ che odiava i laziali

EXTRA LAZIO – Sollier, ‘la mano sinistra di Dio’ che odiava i laziali

ROMA – Paolo Sollier, è un ex calciatore, che negli anni settanta, ha giocato alcuni campionati in Serie C, con Cossatese e Pro Vercelli. Nel suo palmares, c’è anche una vittoria del campionato cadetto (con il Perugia) e 21 presenze in Serie A. Nulla di eccezionale, dunque, ma oggi si…

ROMA – Paolo Sollier, è un ex calciatore, che negli anni settanta, ha giocato alcuni campionati in Serie C, con Cossatese e Pro Vercelli. Nel suo palmares, c’è anche una vittoria del campionato cadetto (con il Perugia) e 21 presenze in Serie A. Nulla di eccezionale, dunque, ma oggi si sente ancora parlare di lui, per una particolarità che lo caratterizzò durante la sua esperienza da calciatore professionista. La sua notorietà, è dovuta principalmente al libro pubblicato nel 1976, “Calci e sputi e colpi di testa” dove l’allora calciatore del Perugia, racconta la sua militanza in Avanguardia Operaia ( organizzazione extraparlamentare di estrema sinistra ) descrivendo il calcio da un punto di vista alternativo rispetto ai colleghi. Emblematico il suo saluto col pugno chiuso rivolto ai tifosi del Grifone, che però, scatenò parecchie antipatie in molte delle tifoserie avversarie. Proprio oggi, GrundMagazine , ha pubblicato alcune parti del libro in cui Sollier, fra le tante considerazioni, parla anche dei tifosi della Lazio, con cui aveva molteplici motivi di attrito.”Non è corretto parlare dei tifosi della Lazio. E’ meglio parlare dei fascisti, della Lazio. Quando giocai contro la squadra biancoceleste, – racconta nel libro Sollier –  entrai nello stadio e mostrai il pugno, riuscendo ad attirare la loro attenzione. Mi insultarono in maniera rabbiosa. Avevo paura, tremavo. Avrei voluto avere una pistola, per ucciderli tutti“. Parole forti, quelle di Sollier (poi soprannominato dalla stampa “La mano sinistra di Dio”), che a distanza di anni fanno ancora impressione. Né da una parte né dall’altra comunque, la politica, dovrebbe entrare negli stadi, né, più in generale, nel calcio che troppo spesso,viene rovinato da cose che con questo sport c’entrano poco o nulla.

Rob.Ma. – Cittaceleste.it



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